Storie d'altri tempi - Un tranquillo week end a Venezia

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma. 


Una storia di: Marco Mmpphh


postata il 11 ottobre 2004

Un tranquillo week end a Venezia


 'Caro Marco
     volevo farti i complimenti per le belle storie pubblicate sul sito di Miles Hendon, in particolare per 'Un caldo ferragosto' e 'Il bavaglio perfetto'. Mi chiamo Janine, ho 51 anni, abito a Venezia e da ormai diverso tempo sono appassionata di corde, nodi e efficienti bavagli.  Ti confesso che sono rimasta particolarmente colpita dalla tua deliziosa ricetta del bavaglio (sono  curiosa di sapere se sei mai stato veramente zittito cosí) e non resistito alla tentazione di provarlo io stessa, inserendo un paio di varianti dal tocco squisitamente femminile.
     Vedo con piacere che ti piace passare il tempo legato e imbavagliato come un salame. Bene. Trasformare i maschietti in salamini ben impacchettati é proprio una delle mie specialità, diciamo cosí. Abbiamo decisamente qualcosa in comune ...'

     Iniziava cosí la prima e-mail ricevuta da Janine e la stavo rileggendo per l'ennesima volta mentre, sabato 6 marzo, viaggiavo in treno verso Venezia sotto una pioggia gelida e un vento fortissimo. Dopo diverse e-mail quasi giornaliere, confidenze e suggerimenti su come "trasformare" dei simpatici maschietti in salami strettamente impacchettati alla fine Janine mi aveva invitato a passare un "tranquillo weekend in laguna" (così l'aveva definito lei), promettendomi che non me ne sarei pentito assolutamente.
     Ero arrivato in stazione verso le 11 della mattina e già non ero così tanto convinto: faceva un freddo cane e praticamente non c'era un'anima in giro. Le poche persone che incontravo mentre mi dirigevo verso Campo dei mori, seguendo le indicazioni che Janine mi aveva scritto erano tutte imbacuccate nei loro piumini e cappotti cercando di resistere al maltempo. Ero stato poche volte a Venezia e sempre come turista, per cui riuscì a perdermi dopo almeno 500 metri dalla stazione, mi trovai non so come a camminare in un dedalo di calli strette senza trovare alcuno dei punti di riferimento indicatomi dalla mia misteriosa amica.
     Alla fine, non so come, sbucai in Campo del Ghetto, dove chiedendo a dei poliziotti di guardia, scopri di non essere così distante come temevo. Attraversai il ponte di ferro sul Rio della Misericordia, camminai dritto seguendo il canale per un po' poi girai a sinistra e arrivai al Campo dei Mori, quasi davanti alla Chiesa della Madonna dell'Orto. Dopo cinque minuti stavo suonando al campanello della casa della mia amica e entravo, finalmente in una abitazione calda, confortevole e all'asciutto.
     Ad aprirmi la porta era stata una simpatica e carina signora filippina, "sono Esmeralda, benvenuto!" aveva preso il mio piumino bagnato fradicio e mi aveva introdotto in un accogliente salotto dominato da un elegante divano e da due poltrone rivestite di velluto. Poco dopo Esmeralda mi serviva un te caldo con dei biscotti, dicendomi che aveva già avvisato la signora Janine del mio arrivo, che la signora si scusava di non essere a casa ma che sarebbe presto arrivata, nel frattempo le chiedeva di farmi compagnia e di offrirmi qualcosa di caldo per rinfrancarmi dopo il viaggio e il maltempo.
     Davvero gentile e simpatica questa Esmeralda, abbiamo chiacchierato del tempo, del freddo, di Venezia e delle Filippine, lei aveva 35 anni ed era a servizio dalla signora ormai da diversi anni. Più chiacchieravo con lei e più mi trovavo a mio agio, il te era ottimo e Esmeralda era anche una bella donna, piccolina, sarà stata alta 1 e 55, con i capelli nerissimi lunghi fino quasi a metà schiena raccolti con in una coda di cavallo, occhi neri, carnagione olivastra, ben proporzionata e con un bel corpo. Vestiva tutta di nero e di lana, con una maglione girocollo nero e una gonna che si fermava poco sopra il ginocchio di stoffa nera pesante, ai piedi un paio di morbide pantofole nere e calze collant nere.
     Dopo qualche chiacchiera mi chiese se volevo togliermi le scarpe, prese il mio trolley e torno poco dopo con delle pantofole uguali a quelle che calzava lei. Poi con la massima tranquillità mi chiese se ero anch'io appassionato di bondage e se anche a me piaceva "stare legato come salame". Risposi di sì e che avevo conosciuto la signora Janine proprio a causa delle mia passione per le corde.
     - Ohh.. la signora Janine è molto brava a legare e a imbavagliare, anche a me piace, ma piace anche stare legata. Io sono abbastanza brava a legare, se io la lego lei non scappa di sicuro. - disse sorridendo.
     Beh l'idea di essere legato da lei non mi dispiaceva e glielo dissi senza nessun problema.
     - Bene! Bene! Speriamo che la signora mi lasci legarti, di solito mi permette di farlo con gli ospiti con cui ha già confidenza!
     Mi raccontò che la signora ospitava spesso degli amici che finivamo regolarmente "legati come salami". Stavamo ancora chiacchierando quando entrò nella stanza una distinta signora dall'aria molto vitale, ben vestita con addosso una pelliccia che la copriva oltre le ginocchia e in testa un colbacco di pelliccia, ben truccata, i capelli biondi platinati sciolti sulle spalle, era arrivata la signora Janine.
     - Carissimo Marco che piacere averti qui a Venezia e conoscerti di persona! Mi spiace per il tempo orribile, ma . che possiamo farci? Esmeralda questo signore è l'autore delle belle storie che abbiamo letto qualche tempo fa in internet, quelle con la ricetta del bavaglio speciale che hai provato qualche sera fa.
     - Ohhh. è lei l'inventore? Il suo bavaglio è veramente tremendo!
     - Eh sì! Però ti era piaciuto, vero cara? Stavi così bene ben imbavagliata. - poi rivolta verso di me - La mia carissima Esmeralda è l'unica donna che io lego qualche volta. Come ben sai io rivolgo le mie attenzioni esclusivamente ai maschietti, lei è l'unica eccezione. D'altra parte è da talmente tanto tempo a mio servizio che la considero una vera amica e così ho introdotto anche lei nel bondage, con dei buoni risultati devo dire. - concluse sorridendo.
     - Bene! Che gioia averti qui Marco! Siamo pronti col pranzo Esmeralda? Eccellente. Accomodiamoci a tavola, spero che tu gradisca la cucina veneziana.
     Il pranzo era ottimo e tutto a base di pesce, innaffiato di un ottimo prosecco. Janine era davvero un'ospite gradevolissima e la sua casa davvero splendida. Nel corso del pranzo ci siamo raccontati un po' aneddoti, la signora aveva iniziato a interessarsi del bondage solo qualche anno fa, dopo aver attivato il collegamento in internet e da allora non si era più fermata, diventando sempre più esperta.
     - Cosa vuoi farci Marco. Oramai ho creato un piccolo gruppo di appassionati, principalmente veneziani, ma anche di altre città, come te. Rimarresti sorpreso se sapessi quanti maschietti condividono la nostra passione per le corde e a quanti di loro piace essere legati e sottomessi da una donna di carattere, ma io preferisco selezionare. Meglio in pochi ma buoni. - fece una pausa ad effetto - tu mi sei piaciuto subito, Marco. Lo dice sinceramente, le tue storie tradiscono una passione sincera, senza ammiccamenti verso il sadomasochismo più abietto che io personalmente rifiuto completamente. In questi anni ho raccolto diverso materiale, ho una biblioteca e una videoteca ben fornite e magari questa sera ci godremo assieme un bel film.
     Dopo il caffè Janine mi ha mostrato la mia stanza, "la stanza degli ospiti, caro", col parquet in legno e un letto vecchio stile matrimoniale dall'aria molto invitante. La signora vive davvero in una bella casa, con un arredamento un po' pesante per i miei gusti e dalle luci molto suffuse, ma molto confortevole. È stato allora che Janine si è dovuta scusare:
     - Purtroppo mio caro, oggi si sono accavallati una serie di impegni per me inderogabili e devo privarmi della tua compagnia per tutto il pomeriggio. Fai come se tu fossi a casa tua. Se vuoi uscire a visitare la città o se vuoi puoi restare a casa, Esmeralda è a tua disposizione. - sorriso - o forse, se preferisci possiamo vedere come sistemare a dovere questo giovane in un bel pacchetto, che ne dici caro?
     Potevo forse rifiutarmi? No, decisamente.
     - Benissimo. Vai pure a cambiarti. Se posso ti suggerirei di indossare qualcosa di comodo, una tuta o un pigiama in flanella andrebbero bene. e vai pure in bagno . resterai legato per un po'.
     Sono tornato in stanza e ho optato per il pigiama, è caldo, confortevole, con le maniche lunghe. Quando sono tornato in salotto le due signore stavano ammucchiando metri di corda bianca ordinatamente raccolta in matasse di varie dimensioni su un tavolino vicino al divano.
     - Vieni caro, che bel pigiama. Sei pronto? Sei pronto a essere legato e imbavagliato come un salame?
     Confesso di essermi sentito un po' nervoso, da solo, in compagnia di queste due donne e di questo mucchio di corde che faceva presagire diverse ore di sano bondage.
     - Bene Marco, devo ancora chiederti scusa ma dato che ho un po' fretta ho chiesto a Esmeralda di aiutarmi nel lavoro, spero non ti dispiaccia. Puoi mettere le mani dietro la schiena incrociate per cortesia?
     Ho obbedito e Janine si è avvicinata con una corda doppia lunga almeno due metri.
     - Adesso rilassati e lascia fare a noi. Puoi accostare le caviglie per Esmeralda?
     Esmeralda si era inginocchiata e aveva iniziato a avvolgermi con una corda lunga uguale attorno alle caviglie, contemporaneamente ho sentito i polsi che venivano legati dalla corda passata in orizzontale. Mi sono rilassato in mano e ho lasciato fare alle mie carceriere. Sapevano decisamente come legare, i miei polsi sono stati avvolti in diversi giri verticali, orizzontali, verticali e orizzontali con ogni volta dei nodi robusti che non riuscivo a raggiungere con le dita.
     Anche Esmeralda mi aveva sistemato bene, le mie caviglie erano unite assieme saldamente da tanti giri di carda orizzontali, con due giri finali in verticale e tre solidi nodi piazzati davanti.
     - Va tutto bene, Marco?
     Ho provato a torcere i polsi ma erano ben fissati, ho detto di sì, ero ben legato ma le corde non mi facevano male né mi davano fastidio. Hanno continuato a impacchettarmi. Esmeralda si è occupata delle ginocchia, legandole sopra e sotto e delle cosce, avvolgendole strettamente. Poi ha preso una corda l'ha legata alle caviglie e, con molta raffinatezza l'ha fatta passare e l'ha legata prima alle corde che mi immobilizzavano le ginocchia e poi alle corde che bloccavano le cosce.
     Janine intanto si interessava ai miei gomiti, legati tra loro, un po' tirati e ben fissati. Le mie amiche usavano una tecnica collaudata e decisamente efficace: tante corde, ripassate più volte, avvolte e disposte con cura, con tanti nodi abbastanza stretti ma non troppo. Il risultato era che ti sentivi ben immobilizzato ma senza corde e nodi a segare la pelle e a rovinare tutto il piacere.
     - E adesso? Come va? Comincia sentirti ben legato?
     Non mi restava che far loro i complimenti per la loro abilità.
     - Ma non abbiamo ancora finito, cosa credi? Devo legarti le braccia e il busto ..
     Ho visto Janine prendere una matassa di dimensioni rispettabili e scioglierla, saranno stati almeno 20 metri  l'ha divisa a metà, ha messo il centro sulla mia nuca, l'ha fatta passare prima davanti poi sotto le ascelle, poi un giro attorno alle braccia e un giro attorno al busto e via così scendendo, un giro attorno alle braccia e uno attorno al busto, fino a arrivare quasi ai fianchi e ai polsi. Poi ha usato una seconda corda più corta messa doppia per fissare i gomiti al busto, ha fatto passare una terza corda attorno ai fianchi e l'ha usata per unire risalendo fianchi, polsi e gomiti, annodandola alla fine alla corda che correva dietro alla mia nuca. A quel punto non riuscivo neanche a muovere un muscolo, riuscivo solo a agitare le dita delle mani ma inutilmente perché i nodi erano tutti fuori portata.
     Ero legato come un salame. E l'ho detto alle mie carceriere.
     - Benissimo, benissimo! Sei comodo vero? Perfetto. Io adesso devo davvero andare ma ti lascia nelle ottime mani di Esmeralda, anzi lascio a lei la scelta su come imbavagliarti, va bene? Ci vediamo questa sera prima di cena. Ciaooooo.
     Sono rimasto solo con Esmeralda.
     Anche lei voleva sapere se andava tutto bene, se potevo muovermi, se mi sentivo imbarazzato, se ero contento e . se volevo essere imbavagliato.
     - Vuoi essere imbavagliato? Speravo che lo dicessi, a me piace molto imbavagliare. Cosa posso usare? Vuoi un ballgag? Ne ho uno bello grande di colore rosso. Ho un bavaglio col morso anche, sembrerai un cavallino. Oppure . oppure .oppure. Idea! Che ne dici se usiamo proprio la tua invenzione? La signora mi ha imbavagliata così una volta e me lo ricordo bene e poi tu mi puoi aiutare, va bene?
     Perché no?
     - Va bene Esmeralda. Sarà un onore essere imbavagliato da te. Mi raccomando però fai un bel lavoro, non vorrei fare brutta figura con la signora.
     - Ohh non ti preoccupare vedrai! Ti renderò molto silenzioso! Riuscirai solo a respirare quando avrò finito! Vado a prendere il materiale, torno subito.
     E sono rimasto solo in salotto. Fuori continuava a piovere, si sentiva il tintinnare delle gocce contro i vetri. Cominciavo a essere stanco di stare in piedi e siccome il divano era a meno di mezzo metro da me con molta prudenza e qualche piccolo saltello e movimento sono riuscito a sedermi e a mettermi comodo.
     Esmeralda è tornata con un sacco di cose: un asciugacapelli, diversi foulard colorati di seta, una cuffia di gomma  di quelle che si adoperano in piscina,  un rotolo di domopack trasparente, un rotolo di nastro adesivo da pacchi argentato, un rotolino di nastro adesivo nero da elettricista e un rotolino di garza elastica bianca.
     - Eccomi qua, vedo che sei seduto, meglio così. Sei pronto?
     Per prima cosa mi ha fatto indossare la cuffia di gomma sopra la testa, l'ha tirata per bene in modo che non restassero scoperti i capelli. Poi ha appallottolato con forza un foulard e l'ha presentato davanti alla bocca.
     - Apri la bocca, da bravo - ho ubbidito - ecco che bravo che sei, dì "Ahhhhaah" ...
     Me l'ha ficcato dentro senza tanti complimenti schiacciandolo senza pietà contro il palato e riempiendomi quasi completamente la cavità orale, ho mugolato in protesta ma ho attenuto solo un risolino divertito come risposta. Esmeralda non era comunque soddisfatta, ha aggiunto subito un secondo foulard cacciandolo dentro con prepotenza, la mia bocca era completamente intasata e non riuscivo più a chiuderla. Dovevo essere molto patetico conciato così, con la bocca tappata e semi aperta.
     Esmeralda ha preso lo scotch per elettricista, ha fatto passare la striscia nera sopra la massa che avevo in bocca tirandola contro gli angoli della bocca e in mezzo ai denti, l'ha tirata in modo forte e deciso, facendola subito passare dietro la nuca e cominciando a avvolgere lo scotch attorno alla bocca e sotto il mento.
     A ogni giro sentivo lo scotch che si incastrava piano piano tra i denti. La mia carceriera non mostrava nessuna pietà, i foulard si comprimevano sempre più in bocca e le guance sembravano esplodere, credevo quasi che gli occhi mi schizzassero fuori dalle orbite. Quando pensavo di non poterne più si è fermata e ha srotolato la garza presentandomela davanti agli occhi.
     - L'ho lasciata a bagno per un'ora in acqua e colla, va bene?
     Ho fatto in tempo a fare segno di sì che Esmeralda me la stava già avvolgendo sopra lo scotch, tirandola molto bene e facendo attenzione che andasse ben disposta, senza creare gonfiori antiestetici. La garza era molto appiccicosa e aderiva subito al contatto, non c'è voluto molto perché il sapore dolciastro della colla mi entrasse in bocca. Dopo pochi minuti ero avvolto da sotto il naso fin tutto il mento in una massa beige stretta e attillata.
     - Fermo così, prendo il phone.
     Un istante dopo l'aria calda mi investiva la faccia, la garza umida ha incominciato a asciugarsi, iniziando a restringersi inesorabilmente e grazie alla colla, a aderire sempre piú alla bocca e al viso. Esmeralda ha continuato a scaldarmi il bavaglio fino quasi a renderlo bollente, non ne potevo quasi più del calore e iniziavo a sudare.
     Esmeralda ha spento il phone e ha controllato il lavoro passando le mani sopra la garza calda, mi ha chiesto se stava seguendo bene la mia ricetta e ha iniziato ad avvolgere il domopack attorno alla testa. Si è immediatamente attaccato alla garza bollente formando una pellicola stretta e aderente, Esmeralda non ha perso tempo fissando poi il tutto con il nastro adesivo da pacchi. L'ha tirato molto bene e quando alla fine si è fermata il rotolo era parecchio diminuito, in compenso la mia testa era completamente avvolta salvo lo spazio tra il naso e i sopraccigli, anche la fronte era quasi del tutto coperta e i suoni mi arrivavano ovattati. Esmeralda mi ha invitato a testare il bavaglio, ma i miei mugolii erano assolutamente soffocati, credo che difficilmente sarei stato sentito da qualcuno che fosse passato davanti alla porta della stanza in cui mi trovavo.
     Ho fatto comunque i miei complimenti (imbavagliati) a Esmeralda e sono rimasto da solo in salotto, Esmeralda prima di uscire ha messo su un cd di musica classica ("per creare l'atmosfera") e mi ha lasciato lì seduto sul divano.
     - Buon divertimento, verrò ogni tanto a controllare i nodi.
     Rimasto solo che potevo fare? Niente. Potevo solo muovere i piedi e le dita delle mani ma senza nessun fine dato che non riuscivo a raggiungere neanche un nodo, toccavo solo le corde che erano avvolte attorno ai polsi e attorno al corpo in modo così compatto da non lasciare scampo. Il bavaglio si stava compattando sempre più con la saliva in bocca e sotto gli strati di domopack e scotch manteneva ancora il calore accumulato con il passaggio dell'aria calda. Non ero scomodo, anzi. Semplicemente non riuscivo a muovermi. Ero completamente immobilizzato e solo con vari contorcimenti sono riuscito a coricarmi su un fianco, lungo disteso sul divano.
     Come sempre mi succede quando sono legato ho perso la nozione del tempo. Esmeralda è passata più volte a controllarmi, verificando che i nodi fossero sempre ben saldi e che il bavaglio non si fosse mollato. Preoccupazioni praticamente inutili visto il lavoro che avevano fatto. Mi ha chiesto se volevo compagnia e, visto che doveva stirare, se avevo piacere che stesse in salotto con me. Ho fatto segno di sì. Esmeralda cominciava davvero a piacermi.
     Ha portato l'asse da stiro e un cesto pieno di biancheria mettendosi di spalle rispetto a me e di fronte alla televisione.
     Esmeralda aveva su ancora la gonna che le disegnava bene il sedere, ho mugolato di soddisfazione, davvero un corpicino in ordine!
     Il tempo è passato piacevolmente, Esmeralda che mi controllava e chiacchierava, commentando come stessi bene così impacchettato, come le facessi tenerezza e come le piaceva lavorare per la signora Janine. Mi ha chiesto se era vero che facevo il parrucchiere e mi ha detto che sperava che, magari domani, le facessi la piega ai capelli, visto che ero loro ospite. Sempre che non avessi le mani troppo legate, ovviamente.
     Ogni tanto facevo qualche piccolo movimento, per gustare la frizione e la pressione delle corde, sapendo che comunque il mio destino era segnato: non mi sarei mai liberato senza l'intervento di Esmeralda e di Janine. E ogni volta che facevo anche il più piccolo movimento la mia carceriera si voltava a controllarmi, chiedendo se doveva aggiungere qualche altra corda o se ero abbastanza comodo.
     Janine è arrivata che oramai era buoi e Esmeralda aveva quasi finito di stirare.
     - Ooohhhh . bene bene . vedo che il nostro prigioniero è ancora qui! Che strano. Pensavo di trovarti slegato e invece . e invece ma che bel bavaglio! Opera di Esmeralda? Brava Esmeralda, proprio un bel lavoro. Sono molto soddisfatta di te.
     Ho salutato la signora con qualche mmpphh soddisfatto.
     - Bene bene, ma lo sai che sono passate più di quattro ore? Stai bene?
     Ho fatto cenno di sì con la testa.
     - E' un vero piacere averti come ospite, Marco. Davvero un piacere . non ti dispiace se Esmeralda non appena ha finito di stirare ti libera? Così poi ceniamo e ti mettiamo a letto, sarai stanco della giornata! Bene, io vado a cambiarmi, ci vediamo a cena.
     Sono rimasto in compagnia di Esmeralda e dopo un po' è iniziata la lenta operazione di slegatura. Per prima cosa mi ha tolto il bavaglio, tagliando scotch, domopack e garza con una forbicina dato che non riusciva a levarle in altro modo tanto erano diventate strette, devo confessare che è stato un sollievo potermi liberare dei foulard fradici, muovere la mandibola indolenzita e bere finalmente un po' d'acqua. Per le corde c'è voluta un po' di pazienza in più ma alla fine ero libero. Erano le sette di sera! Ero un po' indolenzito, ma una bella doccia bollente mi ha rimesso a posto togliendo anche i segni che le corde mi avevano lasciato dove erano state tirate di più. Ero calmo, tranquillo, rilassato e pronto per la cena. Una cena molto semplice, ma gustosa.
     L'unica nota dolente è stata che Janine ha preteso che andassi subito letto, nonostante fossero appena le nove di sera.
     - Assolutamente Marco. Sei stanco, hai fatto un viaggio lungo per essere qui e ti voglio in forma per domattina. Esmeralda si occuperà di te. Buonanotte.
     Inutile insistere. Come premio ho ottenuto di dormire legato. Esmeralda si è incaricata di legarmi i polsi incrociati davanti e le caviglie. Solo questo. Ha rimboccato le coperte e poi ha tirato fuori una di quelle mascherine cieche che si usano per dormire in auto o in aereo. Era bellissima, tutta di pelle e con le doppie cinghiette regolabili che Esmeralda ha provveduto ad allacciarmi dietro la testa in modo che non potessi sfilarmela sfregando la testa sul cuscino.
     Mi ha dato il bacio della buonanotte ricordandomi la promessa di occuparmi dei suoi capelli per domani. Poco dopo ho sentito il sonno arrivare pesante, il mio ultimo pensiero è stato: "Ma dove l'avranno trovato questo bellissimo giocattolo?"..
     Ho dormito come un sasso. Erano le sette quando Esmeralda è venuta a svegliarmi togliendomi la benda e le corde e invitandomi a fare colazione. La signora ci aspettava di sotto, durante la colazione mi ha chiesto se mi piaceva "stare al caldo". Strana domanda ho risposto, che cosa dovevo aspettarmi?
     - Lo vedrai, caro. Finisci pure la tua colazione, poi vedrai.
     Ho mangiato in fretta, ero troppo curioso. Janine ha cominciato subito, non appena finito. Io indossavo ancora il pigiama. Janine ha voluto le braccia sempre dietro la schiena ma messe a angolo retto, mano sinistra sotto il gomito destro e mano destra sotto il gomito sinistro. Ha preso una corda, l'ha messa doppia e ha iniziato a legarmi gli avambracci assieme, fino ad averli ben bloccati e completamente avvolti dalle corde, poi mi ha legato le braccia al busto in modo tale che dalle spalle in giù fino agli avambracci sembravo coperto dalle corde ben strette. Ha passato un'altra corda doppia attorno ai miei fianchi, allacciata con nodo scorsoio davanti, fatta passare in mezzo alle gambe e legata in mezzo agli avambracci. Non era molto stretta ma premeva contro il pisello che stava già eccitandosi di suo e aggiungeva un po' di gusto alla legatura. Molto gusto.
     Pensavo toccasse alle gambe e invece, abbracciandomi le spalle e dandomi una sculacciata, Janine mi ha fatto uscire dalla cucina portandomi nel suo bagno personale e mettendomi con le spalle contro un termosifone a ringhiera bianco, largo almeno 70 cm. e alto a partire da mezzo metro fino a 2 metri. Praticamente partiva da poco sotto le mia ginocchia per arrivare oltre la testa ed era freddo
     Mi ha fatto mettere con le caviglie appaiate e me le ha legate strette, seguite dalle ginocchia legate sopra e sotto e dalle cosce, il tutto fatto coscienziosamente e senza errori.
     - Eccoti di nuovo conciato come un salamino, ma non ho ancora finito sai? È tempo di metterti al caldo.
     Ha preso altre corde e ha iniziato a legarmi al termosifone facendo passare le corde attorno a ognuno dei tubi, un intrigo complicato di corde molto strette e annodate in modo elaborato. Ha impiegato almeno dieci minuti prima di fermarsi ma alla fine ero corpo unico col termosifone, perfettamente immobile in piedi.
     - Adesso iniziamo a scaldarti . ho messo la temperatura a 25° .
     E ha aperto le manopole del termosifone. Solo allora ho capito il suo gioco. Legato a un termosifone bollente!
     Prima che riuscissi a dire qualcosa Janine mi ha presentato una palla rossa antistress, larga almeno 5 cm.
     - Non fiatare e apri la bocca. Non ho ancora finito con te.
     - Ma morirò dal caldo .
     - Te ne starai qui buono buono, legato e imbavagliato come un salame. Non è quello che volevi? Eccoti accontentato!
     Mi ha cacciato la palla in bocca, incastrandola tra i denti e mettendoci sopra subito dopo in orizzontale una striscia di scotch argentato seguita da altre due incrociate a x, tappandomi per bene.
     - Perfetto! Non ti imbavaglio di più perché voglio godermi la musica dei tuoi suoni soffocati. Piuttosto diamo un po' d'aria al tuo pisello .
     Mi ha tirato giù sia i pantaloni del pigiama che le mutande, ha disposto le due corde in mezzo alle gambe in modo che il mio pisello fosse in mezzo alle due funi, stretto e sollecitato, l'ha accarezzato un paio di volte, mi ha dato un bacio sulle labbra imbavagliate ed è uscita dal bagno, chiudendo la porta dietro di sé.
     "Di nuovo nei guai, Marco" ho pensato "sembra proprio che tu non riesca a farne a meno ." ho provato a spingere contro le corde ma non riuscivo a staccarmi di un millimetro dal termosifone, potevo solo muovere la testa mentre la bocca cominciava a riempirsi di saliva che con fatica dovevo deglutire. Il termosifone che inizialmente era piacevolmente tiepido ora stava diventando ben caldo, sempre più caldo, troppo caldo, mi stava cucinando lentamente.
     Non so da quanto ero lì quando si è aperta la porta ed è entrata Esmeralda. Si è messa davanti a me a guardarmi le mani sui fianchi e un sorrisetto divertito sulle labbra.
     - Credo che oggi tu non possa occuparti di me e dei miei capelli, vero? Che peccato. Davvero un peccato .. - si è avvicinata a me, mettendo una mano sul mio pene rigido e facendomi mugolare di piacere - ti piace molto vero? Sei molto bello così legato. mi fai venire voglia di .
     - Esmeralda! Cosa stai facendo? - la voce della signora Janine era perentoria e seccata. - Cosa fai qui?
     - Niente signora . non trovavo Marco e allora.
     - Allora hai deciso di andarlo a trovare eh? E l'hai trovato, brava! Adesso ti sistemo io, aspettami qui!
     Siamo rimasti soli. Esmeralda aveva lo sguardo per terra e non parlava.
     Janine è tornata portando molte corde con sé.
     - Dove c'è uno legato ce ne può stare un'altra! Giusto? Spogliati Esmeralda!
     E Esmeralda ha iniziato a spogliarsi, indossava un maglione nero e un paio di pantaloni neri, in un attimo è rimasta solo con mutandine e reggiseno neri che risaltavano bene sulla sua pelle olivastra.
     - Anche il reggiseno! Mostra a Marco le tue belle tette!
     Beh Janine aveva ragione! Esmeralda mostrava un terza ben fatta e solida, con due bei capezzoli.
     - Braccia dietro la schiena!
     Alla povera Esmeralda non è rimasto che obbedire mentre la nostra carceriera la rendeva progressivamente inerme e incapace di muoversi. E' stato molto eccitante assistere all'immobilizzazione di Esmeralda, polsi incrociati dietro la schiena, i gomiti tirati, avvicinati e legati assieme, col risultato di inarcarle la schiena, spingendo in fuori i seni e rendendo ancora più eccitante il loro spettacolo. Caviglie e ginocchia ben legate strette. I polsi fissati ai fianchi, mentre un'altra corda le avvolgeva le spalle e le braccia passando sopra e sotto i seni. Come bavaglio il mio: una palla morbida di gomma verde cacciata con poco garbo in bocca e delle strisce di nastro adesivo argentato tirate strettamente sulla bocca. In breve anche Esmeralda è stata legata e imbavagliata come un salame. Almeno a lei però era stata risparmiata la tortura della corda in mezzo alle gambe che a me invece non dava tregua.
     Ma Janine non aveva finito con lei, l'ha messa di fronte a me, avvicinandola finchè i nostri corpi non si sono toccati, che peccato essere vestito: ho rischiato di perdere il controllo nel momento in cui il mio pene si strofinava contro la sua pelle calda del ventre.
     - Bene adesso vi farete compagnia, da bravi salamini quali voi siete. Legati, imbavagliati a mia personale disposizione.
     Janine rideva gustandosi il suo trionfo.
     - Poveri cari! Adesso vi legherò ancora!
     E le corde hanno ripreso il loro lavoro, non solo ero legato al termosifone oramai quasi bollente ma avevo Esmeralda che progressivamente si stringeva a me mano a mano che Janine la legava. Prima le caviglie, poi le ginocchia, i fianchi fino alle spalle, Esmeralda e io eravamo diventati quasi un corpo unico, mentre la nostra carceriera ci avvolgeva nelle corde e stringeva i nodi, lasciandoci solo la possibilità di gemere nei nostri bavagli e di guardarci negli occhi. Sentivo il cazzo pulsare contro la carne di Esmeralda, mi sembrava di esplodere, con quel caldo e i nostri corpi che si toccavano, si univano così. Alla fine anche Janine era soddisfatta del suo lavoro.
     - Bravi. Come siete carini così legati! Aspettatemi qui . ci vuole una foto.
     E' tornata con una macchina fotografica digitale e nonostante le nostre proteste imbavagliate ha scattato diverse pose.
     - Mi piace eternare le mie migliori creazioni. Adesso fate i bravi. Tra un po' vengo a fare la doccia!
     E siamo rimasti soli, legati come salami. Esmeralda era completamente adagiata su di me, sentivo tutto di lei, il suo calore, il suo respiro, il suo odore. Credevo di impazzire, se non fossi stato legato le sarei saltato addosso. Gemeva anche lei nel bavaglio e dopo un po' ha appoggiato la testa sul mio petto, continuando a gemere. Non potevo fare altro che rispondere gemendo anch'io e annusando l'odore dei suo capelli.
     - Eccomi vi sono mancata?
     Quasi non mi ero accordo che Janine era tornata indossando un accappatoio rosa. E' entrata in doccia, proprio davanti a noi, si è chiusa dentro appoggiando l'accappatoio in alto sopra la porta di vetro smerigliato che lasciava solo vedere una figura nuda confusa. L'acqua ha iniziato subito a scrosciare forte e poco dopo il vapore caldo ha iniziato a invadere la stanza. Io ero già in un bagno di sudore e il vapore caldo non ha fatto altro che peggiorare la mia situazione. Oramai ero bagnato fradicio. La doccia è durata a lungo. Quando Janine è uscita avvolta nell'accappatoio il bagno era saturo di vapore con le piastrelle che colavano acqua.
     - Ahhh. niente di meglio di una buona doccia per rimettersi in sesto, non è vero? - Ha riso sentendo i nostri gemiti. - Vi piace la sauna? Adesso vi chiudo qui dentro, a sudare. Ciao.
     E siamo rimasti ancora soli, anche Esmeralda era bagnata, sulla sua fronte rivoli di sudore e me sembrava di essere avvolto in una spugna. Gentile Esmeralda, con i suoi gemiti, i suoi piccoli movimenti, i suoi occhi supplichevoli. Mi faceva impazzire. E così. Così a un certo punto ho perso il controllo, mi sono sentito esplodere dentro, il respiro affannoso soffocato . impazzivo, dimenandomi inutilmente finché . sono venuto, lanciando il mio sperma contro la sua pelle, contro il suo ventre, mentre la stanza immediatamente prendeva il nuovo odore e Esmeralda, capito quello che stava succedendo si dimenava anche lei inutilmente, aumentando la mia eccitazione, gemendo e facendomi venire con nuova foga. Momenti intensi e bellissimi.
     Se non fossi stato legato, sicuramente mi sarei seduto per terra. Invece sono rimasto lì incollato al termosifone bollente e a Esmeralda, dolcissima Esmeralda. Ansimante.
     Janine ci ha lasciato così per parecchio altro tempo, non so quanto veramente. Quando è venuta a liberarci ci ha detto che il pranzo era pronto. E per slegarci non è andata tanto per il sottile, ci ha liberati rapidamente con una forbice affilata, con commenti saporiti per la macchia biancastra e appiccicosa sul mio pigiama e sulla pelle di Esmeralda.
     Mi sono infilato nella mia doccia e poi sono andato a pranzo.
     Mi sarei fermato ancora dalla mia ospite, ma il mio treno partiva nel primo pomeriggio e l'ho dovuta salutare con la promessa di una prossima visita.
     Esmeralda ha voluto accompagnarmi in stazione e prima di partire ci siamo baciati a lungo. Mi ha promesso di venirmi a trovare presto per permettermi di prendermi cura dei suoi capelli. La aspetto con ansia.
FINE
Marco Mmpphh

Commenti

  1. coppola76: Miles, anzitutto grazie x la sorpresa. Sono corso a controllare con la quasi sicurezza di non trovare storie stavolta e invece... una storia fantastica.
    Non posso descrivere tutto quello che vorrei altrimenti farei mezzanotte ;)
    Il bondage descritto così minuziosamente, il bavaglio grandioso! Addirittura il phon aggiunto a riscaldare il tutto e farlo incollare meglio! Non ci avrei mai pensato da solo. Ma tutto bellissimo, la descrizione della mail e il viaggio iniziale, il maltempo.. insomma tutto! Esmeralda poi è dolce e intrigante come mai!
    E x finire permettimi di dirti che Janine alla sua entrata in scena è da sogno x me!
    "entrò nella stanza una distinta signora dall'aria molto vitale, ben vestita con addosso una pelliccia che la copriva oltre le ginocchia e in testa un colbacco di pelliccia, ben truccata, i capelli biondi platinati sciolti sulle spalle, era arrivata la signora Janine."...cosa darei per essere stato al posto di Marco ;) Ciao Miles, di nuovo grazie x la storia e buona giornata :)

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  2. Bhè, ora sai per certo che queste non le ho scelte del tutto a caso. ;-)

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    1. coppola76: Davvero? Grazie Miles, grazie! Non puoi sapere il valore delle tue parole in questo momento. Grazie x aver pensato un po' a me ;) Oggi x me è una giornata di quelle da cancellare se si potesse. Grazie di nuovo x aver scelto questa storia, ti auguro una meravigliosa fine giornata, a te e famiglia ;)

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