Storie d'altri tempi - La nostra piccola strega

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma. 


Una storia di: Tony


postata il 11 ottobre 2004

La nostra piccola strega


ERA da tempo tutto deciso ed organizzato, questa halloween sarebbe stata diversa, molto diversa, quella streghetta non ci avrebbe più rovinato la festa con tutte le sue cazzate riguardanti riti e magie.
Tutto cominciò con l'avvicinarsi della festa di Halloween, ci ritrovammo a casa di Riccardo per decidere cosa fare per festeggiare. Dopo un po' di tempo la riunione cominciò a farsi noiosa, e ci accorgemmo che non avevamo idee nuove, sempre e solo le classiche storie di paura e le zucche illuminate.
Parlando e parlando arrivammo anche al problema di Lucrezia. Da alcuni anni infatti, la nostra amica Lucrezia, aveva mostrato sempre crescente interesse per la magia e l'occulto, leggeva libri sulla magia, vestiva con gonne lunghe e nere, indossava strani ciondoli che descriveva come talismani. Erano ormai due anni che ci rovinava il divertimento la notte di Halloween spaventandoci con i suoi riti, non ne potevamo proprio più. Tutto d'un tratto Andrea, che fino ad allora era rimasto pensoso in silenzio, prese la parola, ed ancor prima che parlasse, capimmo dai suoi occhi che stava tramando qualcosa.
- Ragazzi ho la soluzione a tutti i nostri problemi - esordì con aria compiaciuta, di chi sta per esporre una grande idea. La nostra attenzione fu subito catturata da quelle parole. Andrea ancora più compiaciuto cominciò a esporre il suo piano. Esso consisteva nel passare la notte di Halloween nella vecchia casa dei nonni di Andrea, che era situata in montagna, nel bel mezzo di un bosco fitto e disabitato. Avremmo invitato anche Lucrezia, e dopo cena, l'avremmo catturata e sottoposta ad un processo per stregoneria.
La proposta fu approvata. Finalmente avevamo qualcosa di nuovo diverso ed entusiasmante da fare per halloween, ed avremmo finalmente fatto spaventare a morte la piccola streghetta.

La strada serpeggiava su per la montagna, ad entrambi lati si ergevano muri di fitti alberi, quasi ad impedirci di fuggire. Arrivammo ad un bivio con una stretta strada sterrata che si addentrava nel fitto del bosco e che ci avrebbe portato a destinazione. Dopo circa due chilometri ci ritrovammo in una radura con al centro una vecchi casa in pietra e mattoni. Entrammo subito e cominciammo i preparativi per la nostra permanenza: accendemmo il fuoco nel camino, sistemammo i nostri bagagli e tutto l'occorrente per il dopocena. Appena finito di mangiare ci mettemmo a sedere sul divano davanti al camino e cominciammo a raccontarci delle storie.
Lucrezia cominciò con le sue solite storie di stregoni, riti e demoni. Tutto d'un tratto Andrea si alzò ed andò in cucina, dopo un po' chiamò me e Riccardo ed, una volta dentro ci spiegò i dettagli. Potevamo sentire da lontano la voce di Riccardo che narrava una storia che presto sarebbe divenuta realtà, e che parlava di una strega che fu catturata e torturata fra queste montagne da alcuni abitanti del borgo vicino parecchi secoli fa.
Lucrezia ascoltava con aria partecipe il racconto non immaginando neppure cosa fra pochi istanti le sarebbe accaduto. Mentre il racconto stava per finire io ed Andrea entrammo nella stanza. Lucrezia fece un espressione stupita quando vide che eravamo vestiti come degli inquisitori. Nello stesso momento la coperta che copriva gli altri sul divano cadde e rivelò anche i loro abiti. Lucrezia non fece in tempo a chiedere cosa stesse succedendo, che gli fummo addosso bloccandole le braccia ed il corpo.
Cominciò a gridare domandando cosa stessimo facendo. Puntualmente Andrea con aria fra il solenne ed il divertito disse:
- Lucrezia sei stata riconosciuta come strega ed adesso verrai processata.
Il terrore e la furia si impadronirono di Lucrezia che cominciò a dimenarsi e ad urlare, tutto inutile nessuno l'avrebbe sentita nei paraggi e la nostra stretta si faceva sempre più opprimente. Le appaiammo i polsi dietro la schiena legandoli energicamente e saldamente con molta corda, subito dopo tocco alle caviglie, alle ginocchia,che legammo sopra e sotto, ai gomiti che, per l'agilità della nostra amica si congiunsero quasi spontaneamente, al busto ed infine ai piccoli e sodi seni che sporgevano in avanti, a stento trattenuti dalle corde.
Bendammo Lucrezia con una striscia di spessa stoffa nera. Legata come un salame continuava a gridare, fra i singhiozzi, implorandoci di slegarla L'unica risposta che ricevette furono i suoi mugolii, sempre più soffocati da una massa di cotone idrofilo che le riempiva sempre più la bocca e le guance, ormai rosse per lo sforzo, la massa biancastra sempre di più cacciata in gola fu costretta in quella posizione da strisce di robusto nastro adesivo. La portammo nella mansarda dove la legammo ad una sedia.
Cominciammo ad inscenare una specie di processo con testimoni accusa e tante frasi pseudo-giudiziarie. Finito il processo eseguimmo la condanna: i legacci che le costringevano le gambe le furono sciolti. Subito delle mani le sfilarono i pantaloni e gli slip che indossava. Le afferrammo le cosce, e fra mugolii di protesta, le allargammo e le bloccammo in quella posizione lasciandole esposta completamente la figa.
Subito un coro si alzò e disse: - Brutta strega adesso fatti scopare dal demonio, e chissà se non lo facciamo noi se lui non lo fa'.

Lasciammo tutti la stanza e tornammo solo la mattina dopo. La sorpresa fu grande quando trovammo Lucrezia completamente slegata. Appena ci vide non potè trattenersi dal ridere a squarciagola.
- Brutti bastardi eravate venuti per finire il lavoro non è vero?
 Noi, che nel frattempo eravamo rimasti di pietra per quanto era successo, le dicemmo che eravamo venuti a liberarla e che quello della notte precedente era solo uno scherzo. Udite le nostre parole, Lucrezia assunse un atteggiamento provocatorio e cominciò un discorso che ci lasciò ancora più stupiti di prima:
- Eh no cari miei, credevate che vi avrei forse permesso di giocarmi questo brutto tiro se non fossi, prima di tutto, stata io a volerlo, credevate che non mi fossi accorta di tutto e che le mie migliori amiche non mi avrebbero detto nulla?
- Ora me la pagherete cara. Siete stati voi a iniziare tutto questo. Bene allora lo finirete perché io ve lo ordino. Adesso fatemi godere!
Ancora impietriti afferrammo le corde e ricominciammo a legare Lucrezia che ci incitava a continuare e ci provocava affiche la imbavagliassimo. La accontentammo subito usando un ball gag con la pallina rossa e, come desiderava Lucrezia, finimmo il 'lavoro'.
I giorni passarono e Lucrezia mutò radicalmente: abbandono la magia, o meglio, abbandono la magia tradizionale e si dette a quella del bondage. Quella troia ci aveva giocati ancora una volta, ma questa volta non potevamo certo lamentarci.      

    
FINE
Tony

Commenti

  1. coppola76: Grande storia Miles, devo dire che il colpo di scena finale non me l'aspettavo assolutamente. Il seguito poi basta immaginarlo, tante corde e bavagli x Lucrezia e gli altri.. Quando si dice che le donne ne sanno una più del diavolo non si sbaglia amico ;) ciao e buona giornata :)

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    1. Grazie. Volevo dirti che a breve questa rubrica si interromperà per un po'. Quelli che stai leggendo sono gli ultimi racconti che ho programmato. Se un giovedì, venendo da queste parti, non troverai nulla, saprai che per ora ci siamo presi una pausa.

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    2. coppola76: NEssun problema Miles. Anche se non posso negare che mi spiace, mi ero abituato a rileggere le splendide storie del tuo dreambook! Ciao e buona giornata ;)

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