Storie d'altri tempi - Il profumo di Barbara (1/2)

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma. 


Una storia di: Bimba & Luca


postata il 2 ottobre 2004

Il profumo di Barbara (prima parte)


Bip! Bip!

Un messaggio ricevuto

Corro subito a leggerlo

"Ciao cugy, ho bisogno di parlarti, potresti venire questa sera alle 10 al ponte? Lascia la macchina al parcheggio e arriva al ponte a piedi."

Mio cugino che vuole vedermi ... qui è successo qualcosa :

"Certo, ma va tutto bene?"

Invio messaggio

Messaggio inviato



Bip! Bip!

Un messaggio ricevuto

"Si, tranqui, ho solo bisogno di parlarti senza essere disturbati."

Rispondo:

"Va bene, ci vediamo al ponte alle 22, ma mi racc non essere in ritardo come al solito! ;-p"



Bip! Bip!

Un messaggio ricevuto

"Grazie!"

Il ponte, ci andavamo sempre da bambini a tirare i sassi nell'acqua, per arrivarci bisognava andare nella zona dei campi sportivi e precisamente al parcheggio, da lì partiva una stradina sterrata ad uso agricolo immersa nel verde, ai lati della strada piante e cespugli e tantissimi sentieri e stradine secondarie, dopo circa 1 km ecco il ponte.
La zona di giorno era trafficatissima ma di notte vi si trovava solo qualche sporadica coppietta venuta ad appartarsi.

Venne sera.
Verso le 21:30 presi la macchina e mi diressi verso il parcheggio.
Giunta al parcheggio scesi dalla macchina e mi incamminai a piedi verso il ponte come richiesto da mio cugino, probabilmente lui sarebbe arrivato con la sua macchina e poi saremmo stati li a parlare.
Gli avevo detto di non tardare, guardai l'orologio e mi accorsi di essere io leggermente in ritardo e affrettai il passo.

A metà strada il rumore di una macchina, ma veniva nel senso opposto, non poteva essere lui, probabilmente era una coppietta che aveva appena finito di "consumare".
Contemporaneamente nell'altro senso un'altra macchina, la strada era stretta, una sola corsia, mi spostai il più possibile a bordo strada, le macchine intanto procedevano ma non davano segno di volersi scansare, ad un tratto puntarono entrambe su di me, mi arrivarono a poche decine di centimetri dalle gambe e contemporaneamente, prima che potessi scorgere chi c'era alla guida, alzarono gli abbaglianti accecandomi in pieno.

Sentii aprire le portiere e due uomini incappucciati scesero dalle due vetture per avventarsi contro di me.
Mi sbatterono a terra, si sedettero sopra di me e in pochi minuti fui immobilizzata in uno strettissimo hogtied, bandata e imbavagliata.
Mi misero nel portabagagli di una delle due macchine, non so quale, ormai non capivo più niente.

Ci fu silenzio per un attimo, provai a slegarmi ma ogni tentativo era vano e lo spazio era ridottissimo, poi il rumore del motore che accelerava e la radio assordante che trasmetteva musica da discoteca.
L'automobile si mosse.

Viaggiammo per un periodo di tempo che per me fu interminabile, poi il mio rapitore fermò la macchina, spense la radio e il motore.
Sentii che apriva il portabagagli e l'aria fresca che entrò mi dette un po' di sollievo, dentro al portabagagli ormai mancava l'aria!
Mi sollevò, mi portò in un luogo chiuso, la porta cigolava, e mi posò su ... era un tavolo di legno.

Lo sentii muoversi nella stanza per diverso tempo, poi mi tolse la benda e ... stupore ... era Carlo, mio amico di infanzia e per un breve periodo anche il mio fidanzato.
Restai senza fiato, ma infondo mi sentii anche sollevata nel vedere una faccia amica e pensai che fosse stato tutto uno scherzo, architettato anche con la complicità di mio cugino, fatto per spaventarmi.

Io e Carlo avevamo sempre avuto un rapporto di amore-odio, poi un giorno quasi per scherzo in periodo adolescenziale ci eravamo baciati e tutto era cambiato, ci eravamo anche fidanzati, ma come tutte le cose fatte in fretta si concluse male.
Un'amicizia è pur sempre un'amicizia e malgrado la triste fine della nostra storia io e Carlo continuammo a mantenere un buon rapporto nel corso degli anni.

L'estate scorsa lui aveva tentato di riconquistarmi ma al mio rifiuto se ne andò apparentemente senza rammarico e tempo dopo si fidanzò con una bella ragazza.

Il fatto che fosse fidanzato mi dava sicurezza, non l'avrebbe mai tradita! (o almeno lo credevo io)

Torniamo a me sul tavolo di legno :
mi resi conto di essere nel deposito-baita dei suoi, in aperta campagna, a decine di chilometri dalla mia macchina.

Lui mi spiegò che mio cugino non centrava niente, che gli aveva rubato momentaneamente il telefonino per attirarmi nella sua trappola e che si era fatto aiutare da un suo amico che io non conoscevo e finalmente arrivò al punto : non era uno scherzo, non aveva accettato il mio rifiuto dell'anno prima e voleva la rivincita e mi disse:
"Quindi preparati perchè, che tu voglia o no, passerai la notte con me!"

La cosa non mi dispiaceva ma non mi piacevano i mezzi con cui mi aveva presa.

Mi slegò le caviglie e mi fece camminare fin nella stanza a fianco dove c'erano i letti, mi spogliò dalla vita in giù, mi fece sdraiare su letto e mi legò le gambe aperte, poi fece altrettanto con la parte superiore del mio corpo, morale della favola ero nuda, imbavagliata e legata al suo letto.
Tutta quella situazione mi fece eccitare tantissimo, lui mi guardava compiaciuto e io lo guardavo implorante solo che lo imploravo di non slegarmi più e di tenermi per sempre sua prigioniera, lui lo capì e acquistò una sicurezza che fece aumentare ulteriormente la mia eccitazione.

Ormai ero tutta bagnata, lui continuava a stuzzicare i miei capezzoli e io mi agitavo sempre di più, anche lui era evidentemente eccitato, stavo ormai per esplodere quando si sentì un rumore:
aprono la porta!!!

una voce:

"Amore ... sono io ... volevo farti una sorpresa e ..."

O NO!!!
LA SUA RAGAZZA!!!

Lui si ricompose alla meglio e le andò incontro mentre io mi agitavo sul letto in preda ad un violentissimo orgasmo.


La ragazza di Carlo era venuta fin qui poichè non aveva trovato il suo lui a casa e non riuscendo a stabilire un contatto telefonico pensò che poteva essere fuori città, nella capanna appunto dove non vi era campo per il cellulare.
Così entrò nella capanna sena bussare avendo trovato la porta socchiusa.
"Amore? Sono qui, ci sei?"
Ripetè un'altra volta, ma nessuno le rispondeva e così decise di entrare per ispezionare di persona la capanna.
Varcata la soglia sentì una mano afferrarla per il collo ed un'altra mano le tappava la bocca impedendole di gridare.
Barbara  (la donna di Carlo) ansimava con il cuore in gola senza capire cosa le stava succedendo.
Improvvisamente le apparve davanti un uomo incappucciato (era Carlo) che la prese per le caviglie sollevandola da terra mentre l'altro suo amico (il secondo uomo incappucciato visto da Bimba alias Sara) la teneva da dietro passandole un braccio sotto le braccia e con l'altra mano le teneva la bocca chiusa.
Barbara venne così adagiata su una sedia di legno: Carlo si occupava di imbavagliarla e Andrea intanto le legava mani e caviglie.
Il bavaglio applicatole da Carlo era costituito dalle mutandine e dai collant di Sara: appallottolate le mutandine, gliele spinse quasi in gola per poi fissarle con il collant bianco sfilato precedentemente dalle morbide gambe di Sara.
Tirò il collant fino ad raggiungere il limite di elasticità dell'elastan di cui è costituito, ancora un pò e si sarebbe rotto ma almeno Barbara non poteva urlare.
Fece passare la calza 5 volte intorno alla testa di Barbara per poi annodare gli estremi sul davanti a formare un nodo che infilò fra i denti di Barbara.
Il tutto venne poi fissato con 5 giri di nastro adesivo da imballaggio.
Intanto Andrea (cugino di Sara) si occupava di legarle i polsi dietro alla schiena per poi fissarli allo schienale della sedia; per conferire maggiore solidità alla legatura, legò una corda intorno al busto sotto i seni costringendola contro lo schienale.
Successivamente si inginocchiò davanti a lei per legarle le gambe, ma quando le afferrò le ginocchia cercando di divaricarle, Barbara gli sferrò un calcio proprio nei testicoli lasciandolo tramortito a terra.
Intanto Carlo era ritornato ad occuparsi di Sara in preda ai morsi orgasmici non ancora sopiti.
Si tolse il passamontagna e avvicinò la sua lingua fra le di lei gambe iniziando ad assaporare gli umori di Sara, poi prese a mordicchiarla facendola gemere convulsamente.
Fu la volta dei capezzoli già turgidi sui quali applicò un paio di mollette da bucato mente con una mano tastava la vagina.
Sara stava godendo, mordeva il bavaglio e si contorceva graffiandosi i polsi e le caviglie con le corde di canapa ruvida con le quali era stata immobilizzata.
Intanto Andrea era ancora in terra e non appena cercò di rialzarsi Barbara gli sferrò un altro calcio nei testicoli e poi uno in pieno volto che lo mise KO definitivamente.
Barbara iniziò dunque a dondolarsi sulla sedia, aveva le gambe libere e poteva tranquillamente alzarsi; saltellò come poteva verso la porta per uscire quando sentì dei mugolii di piacere provenire dalla stanza accanto.
Doveva esserci qualcuna insieme al secondo uomo incappucciato, una donna sicuramente legata ed imbavagliata che stava forse godendo.
Uscì dalla porta per cercare aiuto, ma a quell'ora non poteva certo sperare di trovare anima viva in quei boschi fuori città!
Così andò nella legnaia dove trovò un'accetta che faceva a caso suo. In qualche modo recise la corda che le legava i polsi alla sedia e poi quella che le legava il busto allo schienale.
Libera dalla sedia riuscì a sciogliere i nodi che le bloccavano i polsi ed armata di accetta e corde entrò nella capanna.
Legò per bene Andrea (ancora incappucciato) mani e piedi e poi entrò tempestivamente nella stanza da dove sentiva provenire i mugolii: Rimase a bocca aperta! Il suo Carlo stava con la testa fra le gambe di Sara e le stava leccando la vagina con avidità! A lei non aveva mai voluto farle un simile sevizio di lingua! Sara vedendo Barbara iniziò a mugolare più forte per avvertire Carlo che preso dal suo "passatempo" non aveva udito nulla.
Così Barbara scoppiò in una risata liberatoria e sferrò un calcione in mezzo alle gambe di Carlo che si destò di soprassalto rotolando in terra ai piedi del letto su cui era legata Sara a forma di X.
"Bravo il mio porcellino" esclamò Barbara minacciando Carlo con l'accetta.
Carlo terrorizzato si mise a sedere tranquillo tranquillo sulla sedia indicata da Barbara dove venne saldamente legato con le mani dietro alla schiena.
Venne poi privato dei pantaloni, dei calzini e delle mutande; infine gli vennero legate le caviglie alle gambe della sedia costringendolo a tenere le gambe divaricate.
Medesima sorte toccò al suo amico Andrea che venne posizionato accanto a lui.
"Ora la zia Barbara vi tapperà la boccuccia,,,"
E ghignando prese le mutandine di Andrea e le ficcò in bocca di Carlo spingendole fino in gola, poi con i calzini di Andrea le fissò saldamente.
E alla stessa maniera tappò la bocca ad Andrea con le mutande ed i calzini di Carlo.
I due furono presi da urti di vomito, si agitavano e si dimenavano ma i nodi erano da Mistress Bondager!
Impossibile Liberarsi!
Sara intanto guardava Barbara terrorizzata seguendo con lo sguardo ogni sua mossa.
Barbara intanto la scrutava pensando a cosa farle.
Le tolse il bavaglio per chiederle come si trovava in tale situazione e Sara le raccontò l'accaduto.
"non vorrai pensare che io creda ad una storia così sciocca? Mi prendi per i fondelli forse? Pensi che sia così stupida?"
Esclamò Barbara, Sara voleva replicare ma fu subito interrotta da Barbara che prese ad urlare con tono più fermo e deciso
"Ti ho vista godere come una troia da strada mentre quel porco ti leccava! Si vede che i tuoi umori sono più saporiti dei miei visto che con me si è sempre rifiutato dicendo che non gli piaceva! Ora cosa dovrei farvi?"
 
Così dicendo gettò lontana l'accetta che brandiva in mano con fare minaccioso.
A questo punto controllò le corde con le quali era legata Sara e ne strinse ulteriormente i nodi, poi iniziò  a solleticare le piante dei piedi di barbara che gemeva e in breve scoppiò a ridere e urlare a squarciagola.
Quando passò a solleticarle i fianchi e la pancia stava per soffocare: il solletico non lo sopportava proprio.
"Allora non hai capito!" esclamò Barbara, "Voglio sapere tutto di questi giochini, come avete iniziato? Cosa provi? Da quanto vanno avanti? Dimmi tutto o ti torturo fino a sfinirti!"
Sara poté resistere solo 30 minuti, il solletico era il suo tallone d'Achille e così spifferò ogni cosa sulla sua passione per il bondage, fino dalla prima esperienza quando si legò da sola nel suo letto e godette del primo orgasmo della sua vita stretta dalle corde che le sfregavano i suoi punti erotici.
Barbara si aspettava di sentire storie su Carlo ed Andrea, ma di questo Sara sembrava non volere parlare.
"E di quei due cosa mi dici puttanella!" irruppe.
E Sara: "Ti giuro che con loro non ho mai fatto nulla, è la verità, devi credermi".
Detto questo Barbara le ficcò in bocca il bavaglio con il quale era stata zittita precedentemente, le slegò i polsi per rilegarglieli dietro alla schiena, quindi slegò le caviglie per legarle unite alle cosce.
Ora unì con un'altra corda i polsi alle caviglie, prese una corda di canapa ruvida e la passò fra le sue cosce improvvisando un perizoma di corda ben stretto sulle sue parti intime.
Infine la fece stendere a pancia in giù sul pavimento ed legò una lunga corda al perizoma (all'altezza dell'osso sacro), fece poi passare l'altro capo della corda intorno ad una trave del soffitto tirando per sollevare Sara leggermente.
Appena sollevata di 5cm da terra fu presa dal panico e da una crisi isterica.
Più mugolava e si dimenava più sentiva male, le corde stringevano sulla sua pelle, ogni movimento era un'autotortura: in breve cercò di stare più ferma possibile.

Intanto Barbara si era liberata dei vestiti: via lo spolverino nero, via la camicetta bianca, via il reggiseno, via la gonna longuette nera, via le scarpe decoltè nere, via il perizoma di pizzo abbinato al reggiseno (voleva fare una sorpresina al suo amore Carlo, quella sera). Rimasta in calze autoreggenti fumo si posizionò davanti ad Andrea con ghigno beffardo, sollevò un piede ed iniziò a massaggiarli il pene sfregandolo contro il sedile della sedia.
Carlo accennò ad una forma di protesta attraverso il bavaglio e Barbara si voltò verso di lui con aria stupita.
"Ma come? Non ti sei già divertito tu? E mentre tu ti divertivi questo povereretto doveva guardarti le spalle! Ti sembra giusto? Secondo me no" E così dicendo si recò decisa verso di lui, poggiò il piede destro sulla sedia in mezzo alle gambe di Carlo e dolcemente gli massaggiava il pene semi-duro. Quando si accorse che stava diventando bello duro con un colpo deciso di tallone gli schiacciò pene e testicoli. Carlo emise un lamento soffuso e poi accennò un piagnucolio soffocato dal bavaglio.
Quindi Barbara si sfilò una calza autoreggente nera e gliela passò intorno al pene sfregandolo energicamente fino a che diventasse rosso, dopo la infilò sul membro eretto di Carlo lasciandolo così fra dolore e piacere.
Ritornata da Andrea lo accarezzò sul viso e gli disse "Povero caro, dove eravamo rimasti?"
Così dicendo si sfilò l'altra calza usandola per massaggiare il pene di Andrea fino a renderlo duro, poi si inginocchiò davanti a lui e prese a spompinarlo con avidità.
Andava su e giù gustando il Pene di Andrea fino in gola, lo leccò ripetutamente, gli leccò i testicoli e tornò ad occuparsi della cappella gonfia e rossa.
Quindi si sedette sopra di lui e si penetrò più volte, in vagina e nell'ano.
Intanto Carlo e Sara si dimenavano e mugolavano: Carlo pieno di rabbia, Sara stava per esplodere in un orgasmo da fantascienza.
Quando Andrea stava per venire Barbara si fermava per poi ricominciare la penetrazione, ma dopo 20 minuti Andrea non poteva più resistere e fu dunque allora che Barbara si precipitò con la bocca sul suo pene per accogliere la sua eiaculazione.
Andrea ebbe un orgasmo lungo e profondo, mai aveva goduto così, mai aveva prodotto tanto sperma.
 
Barbara lo trattenne tutto quanto nella sua bocca, fino all'ultima goccia, poi con la bocca piena andò accanto a Carlo e lo guardò con aria sconsolata.
Gli tolse il bavaglio e lo baciò trasferendogli in bocca tutto lo sperma del suo amico Andrea; per impedirgli di sputarlo gli incerottò la bocca con tutto il rotolo di nastro da imballaggio rimasto.
 
Carlo stava per vomitare, non poteva sputare e non voleva neppure ingoiare!
Barbara andò a rivestirsi ma dovette rinunciare alle calze... prima di uscire diede un ultimo pestone con il tacco alle parti molli di Carlo, sollevò da terra ancora un pò Sara e prese dalla borsetta un boccettino di profumo.
Si avvicinò ad Andrea e versò mezzo botticino di profumo sulla punta del di lui pene ancora scoperto e semi rigido.
Uscendo dalla capanna sentiva distintamente delle grida di fantozziana memoria...
Salita in macchina si diresse celermente verso la città ed appena il cellulare riprese campo, con il cellulare di Carlo inviò un sms alla madre di Carlo.

Bip! Bip!

Un messaggio ricevuto

"Mamma, vieni subito alla capanna ho bisogno del tuo aiuto! Come dire.. non chiamare, vieni io non mi posso muovere."

E respirando una boccata d'aria fresca gettò il cellulare dal finestrino dell'auto in corsa.
 
FINE
Bimba & Luca

Commenti

  1. coppola76: Miles favolosa storia! Bello e da thriller l'inizio, col messaggio del cugino x lei, ma Inutile dire che la parte che mi piace di più e la vendetta di Barbara! Mentre la chiamata alla mamma in verità mi pare troppo crudele! Ma meglio la mamma che il padre! ;) Bellissima, solo a immaginarmi la madre che arriva e trova la ragazza appesa e il figlio e l'amico, nudi e legati, mugolanti e imbarazzatissimi, mentre Barbara se ne è andata soddisfattissima di quello che a fatto, peccato non abbia scattato foto, ma si vede che non aveva ancora un cellulare ;) se c'e' una seconda parte non vedo l'ora di leggerla..( è scritto 1 di 2 ma dato il finale non sono sicuro ci sia.. ;) Bravissimo come sempre nella scelta delle storie da pubblicare, ciao e buna giornata

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    1. C'è anche la seconda parte, certo.

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    2. coppola76: aspetto il seguito allora, anche se francamente non saprei cosa aspettarmi! Ma così la sorpresa sarà più bella ;) buona domenica

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