Storie d'altri tempi [Barbara - 5]

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma. 


Una storia di: Barbara


postata il 1 giungo 2004




Bene, ecco la storia di come sono venuta a conoscenza del segreto bondaggioso di due vicini di casa dei miei. 

Avevo 19 anni ed ero andata a fare la baby-sitter da un ragazzino (si chiamava Marco, 12 anni) che viveva in una casa vicino alla nostra. Il padre era un ingegnere che aveva avuto a che fare per lavoro con i miei, la madre qualche volta veniva a casa nostra. Erano quelle amicizie di buon vicinato, ed io, prima d'allora, ero già andata altre volte a fare la baby-sitter a casa loro. 

Sono arrivata, come da accordi, verso le 9 di sera, e loro sono subito usciti. Con Marco ci siamo messi a guardare la Tv, ma non c'era niente di interessante e ci siamo stufati, così abbiamo tirato fuori le carte, e lui mi ha chiesto di giocare a scopa. Mentre io facevo il mazzo ha aggiunto che chi perdeva avrebbe fatto la penitenza. 

Io sono stata d'accordo, a condizione che poi lui andasse a dormire,e gli ho chiesto: "Quale penitenza?" 
Al che lui mi dice che la penitenza era che il perdente sarebbe stato legato a una sedia per un quarto d'ora. Beh, sono rimasta chiramente di stucco e gli ho detto che non volevo assolutamente fare una penitenza di quel genere, ma lui ha insistito e a un certo punto mi ha detto che aveva visto sua mamma, qualche giorno prima, fare la penitenza in quel modo. 
La cosa mi ha subito incuriosita e allora ho detto che avrei accettato di fare quel gioco, con quella penitenza, se lui mi avesse raccontato per bene il fatto della mamma. Allora lui mi ha fatto giurare e spergiurare che non avrei detto niente a nessuno e alla fine mi ha raccontato il fatto. 

Era successo che qualche giorno prima, appunto, era andato a dormire alla solita ora, ma più tardi si era svegliato che aveva sete ed era andato in cucina a bere. Passando davanti alla porta del salotto, l'aveva vista chiusa e, avendo sentito la voce di suo padre, si era messo a guardare dal buco della serratura. 
C'erano le carte sparse sul tavolo e suo padre stava legando la mamma ad una sedia. Marco aveva guardato per un pò ma poi, vedendo il papà che veniva verso la porta era corso a letto, facendo finta di dormire. Dopo un pò però, era tornato pian pianino a guardare dal buco della serratura e la mamma era ancora legata alla sedia. 

"Adesso ti ho raccontato tutto. Dobbiamo giocare, l'hai promesso" 
Il suo racconto mi aveva un pò scombussolata, comunque abbiamo giocato e in dieci minuti ... avevo perso. 
"OK- ha detto - adesso siediti su quella sedia e stai buona mentre io ti lego e ti imbavaglio". 
Sono balzata in piedi: "Ehi, non avevamo detto niente riuguardo al bavaglio, quindi scordatelo". 
"Ma quando Mamma fa la penitenza è anche imbavagliata, l'ho vista nelle foto" 
"Quali foto?" 
Ho di nuovo dovuto giurare che non avrei detto niente a nessuno, e mi ha portato nella stanza da letto dei genitori. Ha aperto l'armadio dei vestiti ed ha preso una piccola chiave dalla tasca di una giacca del papà. Con quella ha poi aperto il cassetto di un tavolino. C'era una busta con alcune foto di sua mamma legata su uno sgabello alto, tipo quelli da bar, con un ball-gag tenuto ben spinto tra i denti dai due cinghietti. Indossava soltanto la biancheria intima. Nel cassetto, oltre alla busta, c'erano anche un paio di manette, alcune corde fatte su a matassina,due bandane e il ball-gag nero che era stato usato per imbavagliarla nelle foto. Devo dire che quella è stata la prima volta della mia vita che vedevo dal vero un ball-gag. 

Ero veramente schoccata e non sapevo cosa dire. Lui ha richiuso il cassetto e siamo tornati in camera sua. 
Qui ha tirato fuori dal cassetto del tavolo alcune corde. 
"Ah, ma allora ti eri già preparato, eh?" Non ha raccolto ed è subito passato al dunque. 
"Adesso hai visto, e devi fare la penitenza". "Va bene, ma se non riesco a liberarmi da sola dopo un quarto d'ora, mi sleghi tu, vero? L'hai promesso, e ... niente bavaglio! OK?" Ha promesso con aria seria e ha preparato la prima corda. 
Ho cercato di convincerlo a legarmi le mani davanti, ma ha insistito che le mani dovevano stare dietro così alla fine mi sono seduta sulla sedia con le braccia dietro lo schienale. In breve mi sono trovata legata con i polsi incrociati, una corda ben tirata attorno al busto e allo schienale, Caviglie unite e legate alla traversa delle gambe della sedia. Era evidente che non ero la prima persona che veniva legata da Marco, perchè i legami erano abbastanza tirati e annodati con cura. Era chiaro che doveva già aver fatto una certa esperienza e ho subito capito che non avrei mai potuto liberarmi da sola. Quando sono stata ben immobilizzata, mi ha detto di aspettare un momento ed è uscito dalla camera dopo aver spento la luce. 
Così sono rimasta lì, del tutto impotente, al buio, strettamente legata alla sedia e chiaramente ho incominciato a chiamarlo. Dopo un pò lui è tornato dicendo che stavo facendo troppo baccano ed è venuto dietro di me, senza accendere la luce, poi, non appena ho aperto la bocca, mi ha imbavagliata spigendomi dentro il ball-gag che avevo visto prima nel cassetto vicino alle foto. Quindi ha riacceso la luce e si è seduto sul letto guardandomi con evidente interesse. Come ho detto prima, non avevo mai visto un ball-gag prima di allora e non ero mai stata imbavagliata con quell'affare in bocca. Era abbastanza efficace e quando mi sono accorta che non potevo nè spingerlo fuori nè chiudere la bocca, mi sono arrabbiata per come mi ero fatta fregare da un ragazzino e contemporaneamente mi sono anche eccitata, ma stavo ben ferma perchè non volevo che lui se ne accorgesse. 
"Se non ti dai un pò da fare non riuscirai mai a liberarti" mi ha detto e mi sa che si stava eccitando anche lui guardando il mio corpo stretto dalle corde. 

Dopo una ventina di minuti,mi ha poi liberata dal bavaglio ed è andato ad asciugarlo e a rimetterlo a posto nel cassetto. Mi sentivo confusa e non sapevo che dire, ma lui si è comportato con la massima naturalezza, come se non fosse successo niente di strano. E' tornato e mi ha slegata, prendendomi un pò in giro perchè non ero riuscita a liberarmi da sola, poi è andato tranquillamente a dormire, come aveva promesso. 
Alcuni mesi dopo, nell'estate, mi ha poi legata un'altra volta. Immaginavo cosa sarebbe successo e siccome volevo godermi il mio stato di impotenza, ho lasciato che mi legasse e mi imbavagliasse con un fazzoletto e una bandana, nel giardino, dietro casa sua. Ma questa è un'altra storia. 
Non credo però che dimenticherò mai quella sera di cui vi ho raccontato e, ripensandoci, sono sicura che quella volta lui sia riuscito a trarmi in inganno con la storiella della penitenza per realizzare una delle sue prime fantasie sessuali. 

Probabilmente in seguito si sarà anche fatto le seghe pensando a me legata e imbavagliata a quella sedia. E magari avrà anche spiato altre volte i genitori. Mi sono spesso chiesta se, crescendo, non sia diventato anche lui un amante del bondage. Adesso però lavora da tre anni in un'altra città, e l'ho solo più visto, di sfuggita, quando è venuto dai suoi per Natale (e ci siamo salutati molto educatamente). 
I suoi genitori, invece, li vedo spesso, ed ogni volta non posso fare a meno di riandare con la memoria a come avevo visto lei in quelle foto famose. E ogni volta mi chiedo se continuano ancor oggi a fare quei bei giochini. In fondo mi fanno tenerezza.

    

FINE

Commenti

  1. coppola76: bella storia e bellissima esperienza! Barbara era davvero brava a scrivere e raccontare nei minimi dettagli il tutto. Una baby sitter fortunata anche se un'esperienza così con un bambino è pericolosa, metti che tornavano i genitori all'improvviso, sarebbe successo certo un casino :) Ciao Miles

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