Storie d'altri tempi - Regalo di compleanno (2/3)

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma.

Una storia di: Tato

postata il 22 febbraio 2013

Regalo di compleanno

(seconda parte) 



Le campane della chiesa situata vicino a casa mia hanno suonato le due. Il mio compleanno è oramai passato ed io seduto sul divano nel mio salotto sto ancora godendomi il regalo che Alice mi ha fatto. Sono qui in compagnia della mia incantevole amica di penna inglese che come la sua più famosa omonima al momento è nel paese delle meraviglie, ovvero sta smaltendo la sbornia russando sdraiata sul mio divano ed in parte su di me che ci sto seduto sopra quasi nudo. 
Al momento, non avendo sonno ed avendo tempo a disposizione oltre a godere con indosso il regalo della mia dolce britanna, posso ricapitolare i curiosi avvenimenti accadutimi a partire da questa mattina. 

La giornata era incominciata decisamente bene, ancora assonnato sono andato ad aprire la porta di casa e mi sono ritrovato davanti una splendore di femmina anglosassone, bionda, formosa ed estremamente contenta di vedermi. La stessa ragazza che al momento è con me in salotto per intenderci. Si è presentata come la mia amica di penna da Liverpool; una ragazza, nipote di una mia ex insegnante di ripetizioni di inglese, con cui avevo un rapporto epistolare da ormai tre anni. Non avendola mai vista prima, potete immaginare il mio stupore e piacere nel conoscerla e nel constatare, con estremo piacere, che era un gran bel pezzo di gnocca. 

Visto che per il mio complenno mi ero tenuto tutta la giornata libera abbiamo deciso di passarla insieme e visto che la sua zia aveva organizzato una canasta non stop in casa, Alice mi ha chiesto se potevo ospitarla a dormire da me, ha detto che le sarebbe bastato un divano. 

Felice come una pasqua ed euforico quanto può esserlo un cane legato ad una cagna in calore, le ho comunicato tutta la mia gioia ed il mio piacere nel conoscerla e nell'ospitarla sotto il mio tetto ( sono riuscito a non scodinzolare per fortuna ). 
Poi dopo aver lasciato i bagagli della deliziosa figlia di Albione nel mio salotto, siamo usciti per una visita guidata della città in cui vivo. 

Abbiamo passato tutta la gornata in giro per strade, palazzi, monumenti e negozi; andando a piedi, in tram, in macchina e perfino in carrozzella. 
Siamo rientrati a casa nel pomeriggio inoltrato e dato che la dispensa era vuota e che era il mio compleanno, la ho invitata fuori a cena. 

Alice mi ha chiesto il tempo di cambiarsi di abito e di darsi un aggiustatina, poi presa una valigia si è infilata in bagno. 
Io intanto in previsione di un ancor più piacevole fine serata mi sono affrettato a mettere in frigo una bottiglia di Berlucchi. 
In un ragionevole lasso di tempo la mia amica è uscita dal bagno e me la sono ritrovata di fronte, uno schianto. 
La bella e dolce ragazza acqua e sapone con la coda di cavallo ed i jeans che avevo accompagnato per la città tutto il giorno, in breve tempo, con un cambio di abito e qualche semplice magia femminile, si era trasformata in una emozionante ed eccitante femme fatale. Adesso indossava un paio di pantaloni in lucida pelle nera a sigaretta, un morbido maglione d'angora a collo alto color panna ed un paio di deliziosi stivaletti in pelle nera con il tacco a spillo di 12 cm. Si era truccata come una stella del cinema anni cinquanta ed era assolutamente sensazionale. 

Da quel momento in poi gli avvenimenti della serata si sono susseguiti troppo velocemente perchè io, la cui anima feticista era aggiogata dall'abbigliamento della mia amica, potessi influenzarli. 
Siamo andati a cena, dopo di che Alice mi ha chiesto di tornare a casa, perchè voleva assolutamente darmi il suo regalo di compleanno che era rimasto fra i suoi bagagli nel mio salotto. Arrivati a casa dopo un ultimo brindisi lei mi ha dato il regalo, mia ha facilmente convinto a spogliarmi e mi ha aiutato ad indossarlo; quindi si è tolta il maglione, sotto cui portava una maglia aderente a manchie lunghe in un peccaminoso e trasparente chiffon nero che evidenziava anzichè nascondere due magnifiche poppe. Poi dopo avermi baciato con passione ed ammutolito è finita fra le braccia di Morfeo ( il dio greco del sonno e non un mio coinquilino od un ex giocatore di calcio che di nome fà Domenico ). 

A questo punto potreste chiedervi come mai io stia qui in silenzio a vederla dormire da ormai più di due ore e, pur sbavandole letteralmente addosso, non abbia ancora effettuato alcun tentativo di svegliarla per continuare quello che era così ben cominciato. 
La risposta è semplice, come vi avevo precedentemente detto,sto ancora godendomi il regalo di Alice che consiste, come ha detto lei, nell'attrezzatura di base per la pratica del bondage. In poche parole un bel mucchio di splendide e robuste corde di canapa ed un balgag arancione con cinturino in cuoio nero che, la conturbante figlia di Albione ha utilizzato, con infinita cura e perizia, per legarmi come un salame, imbavagliarmi ed infine fissarmi al divano su cui ora sta sensualmente dormendo. 
La sto ammirando da ore e non me ne stancherei mai; vedo i suoi seni alzarsi ed abbassarsi in sensuale sincronia con il suo respiro, percepisco il suo calore attraverso il contatto che ho con parte delle sue gambe vestite in lucida ed intrigante pelle nera e sento il suo russare che, nelle condizioni in cui sono, trovo stranamente eccitante. 

Sono un po' come quei bambini golosi, inchiodati a sbrodolarsi addosso davanti ad una torta, esposta nella vetrina di una pasticceria chiusa. 

Fantastica la mia amica è decisamente fantastica anche se al momento si trova eroticamente appisolata su di me. Non so come le sia venuto in mente di farmi questo splendido ed immobilizzante regalo. Onestamente proprio non ricordo la lettera in cui le ho confessato questa mia passione e non ho idea di cosa io possa averle scritto. Il mio inglese è pessimo, può essere che io intendessi dirle qualcos'altro ed invece a causa delle mie carenze linguistiche ne è venuta fuori una non voluta ma veritiera confessione. 
Magari nel mio subconscio desideravo talmente vivere una situazione del genere da scriverlo involontariamente ad una mia amica di penna che, non avevo e che probabilmente non avrei mai visto. 
Posso però assicurarvi che io ed il mio intimo amico siamo estremamente felici di averlo fatto. 

Perchè vedere avverato il proprio sogno erotico preferito ed essere ben svegli per goderselo è un sensazione assolutamente unica ed eccitante che vorrei non smettere mai di provare. 
Ogni tanto, forse per sentire maggiormente la solidità del bondage ed assicurarmi di non stare sognando a mia volta, provo a liberarmi dei legami che Alice mi ha stretto addosso ma è un'impresa persa in partenza. La mia amica ha fatto un lavoro a regola d'arte, semplicemente perfetto. Le corde sono strette e tese fino al punto giusto ed i nodi che ha fatto per stringerle sono per me irraggiungibili. Ho le mani legate dietro la schiena con i polsi incrociati fra di loro e le braccia è come fossero incollate al corpo dai numerosi giri di corda che lei ha usato per legarle, non dimenticandosi poi di occuparsi di gambe e ginocchia, entrambe ben strette con quelle deliziose corde di canapa che mi ha regalato. Inoltre la britannica vertigine bionda che, mi è piombata addosso ieri mattina (oramai), si è premunita di fissarmi per bene a questo divano; le caviglie sono legate ad una delle gambe che lo sostengono e il busto, in qualche modo ad un'altra. Per di più dopo avermi baciato ha voluto, a tutti i costi, farmi provare il balgag, zittendomi del tutto. 

Non so quando si sveglierà, al momento sembra la bella addormentata nel bosco, o meglio in salotto ed io, che con un bacio potrei svegliarla, non posso perchè sono imbavagliato. 
Adesso sono scoccate le due e trenta al campanile della chiesa vicino a casa mia ed io sono ancora qui con la mia splendida carceriera beatamente addormentata. Nel sonno a volte si muove e le sue gambe, fasciate in lucida pelle nera, si strusciano sulle mie parti intime, provocando ogni volta un discreto smottamento inguinale. La palla di gomma che mi ha ficcato in bocca e fissato ben stretta, non solo mi costringe al forzato silenzio ma aumenta la mia salivazione a dismisura. I cuscini del divano ai lati della mia testa sono bagnati della mia saliva, perchè per evitare di sbavarle sui pantaloni sono costretto spesso ad asciugarmici il volto. 
Onestamente non so se desiderare che si svegli e quindi scoprire come finirà questa indimenticabile serata, oppure sperare che continui a dormire felice e rimanere qui a godermi la sua incantevole ed onirica presenza e l'abbraccio delle corde che lei mi ha stretto magistralmente intorno al corpo. 

Tormentato da questo amletico dubbio, non mi resta che restare qui seduto ammirandola in attesa che lei si svegli e constatando piacevolmente che Alice, tenendo fede al proprio nome, mi ha condotto nel paese delle meraviglie. 



(continua)



Commenti

  1. coppola76: Bellissima Miles, confermo. Fin qui una bellissima storia. La ricordo, ma non ricordo il finale..ed e meglio così, mi toglierebbe il gusto dell'attesa e di scoprirlo :) Inutile dire che un regalo di compleanno così io purtroppo, non l'ho mai avuto. :)
    Buonanotte!

    RispondiElimina

Posta un commento