Storie d'altri tempi [ScrittoreSilenzioso]

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 

Le storie sono opera di fantasia, e raccontano la realtà in chiave romanzesca. Né il sottoscritto nè gli autori intendono in alcun modo giustificare o incoraggiare la sopraffazione o la violenza in ogni sua forma.

Una storia di: ScrittoreSilenzioso

postata il 11 luglio 2009


mmpphhh... 
mmpphhh... 

Possibile che nessuno mi senta? Sembra proprio di sì ... e poi chi vuoi che mi senta? C'è solo Sandra in casa e io sono qui chiuso in questa specie di sgabuzzino che sarà grande un metro quadrato a dir tanto ... mi ci ha rinchiuso Sandra un ora fa. 

E' domenica pomeriggio e ero arrivato da poco da lei, viaggio tranquillo, nessun problema, sono arrivato poco dopo pranzo. Sandra non ha perso tempo "Voglio fare subito un bel gioco con te .. ti piacerà!". Io adoro i giochi con Sandra, così mi ha fatto spogliare e poi ha iniziato a legarmi come un salamino, come piace tanto a lei. 

- "E' ora della legatina" ha detto, mi ha fatto mettere i polsi dietro la schiena, appaiati e ha cominciato a legarmeli con calma con la corda messa in doppia. Sarà stato il caldo e la stanchezza del viaggio ma avevo la testa che mi girava e il fiato corto per l'eccitazione, sentivo le corde che mi avvolgevano con cura, precise prima i polsi, poi i gomiti, ben stretti. Poi ho visto e sentito le corde correre attorno alle mie spalle, alle mie braccia strizzandoli, attorno al busto e ai fianchi, un lavoretto come sempre metodico, preciso, da esperta. 

Per rendermi la cosa ancora più piacevole ero in piedi davanti a uno specchio lungo e vedevo le corde aumentare e le tue dita di Sandra danzare mentre annodava con cura le corde mettendo i nodi lontani dalle mie dita che inutilmente si agitavano debolmente senza trovare un solo appiglio. 

- "Ti sto legando come un salame anzi un salamino..." ridacchiava Sandra. 

Mentre mi legava chiacchierava tranquillamente descrivendo quello che stava facendo: adesso faccio un nodo qui, tiro la corda là, continuando a chiedermi se va bene, se la volevo un po' più stretta la corda per poi comunque stringere lo stesso. 
Il tutto per farmi sentire sempre più inerme e docile, come piace a lei e ... a me. Avevo sempre più il fiato corto, a un certo punto mi sono visto nello specchio e quasi non mi riconoscevo, legato come un salame, le corde che affondavano dolcemente nella mie carni, il mio pene in piena erezione, svettante in mezzo alla rete di corde. 
Dopo avermi ben legato cosce, ginocchia ben strette tra loro e lasciandomi solo le caviglie stranamente libere, senza che io abbia provato solo un attimo a dibattermi nelle corde, Sandrà si era alzata soddisfatta, controllando i nodi, tirando e stringendo qua e là. 

- "E allora come va? Sei comodo?" Mi chiese sorridendo. 

Feci un sorriso .. avevo il fiatone. 
- " Oh ma qui abbiamo qualcosa che cresce ..." disse accarezzando il mio pene con tale grazia da farmi quasi venire all'istante. "So io cosa fare per lui" 

Prese un foulard di seta e me lo avvolse attorno al pene e ai genitali, stretto ma non troppo, fasciandomeli e facendomi mugulare di piacere: la sensazione era così bella! Il tocco così dolce... 
-" Non ho mica finito sai? Ho una sorpresa per te, vieni" 
Mi mise la mano sul mio sedere nudo e mi spinse facendomi camminare a piccoli passettini, attraversammo diverse stanze e un lungo corridoio andando in una parte dell'agriturismo che non conoscevo. Alla fine del corridoio c'era una porta più piccola, aprendola Sandra mi mostrò questa stanzetta, piccola e senza finestre, da cui veniva un odore fresco. 

"Ti piace? Ho preparato questa cella per te! Ma prima ...." 
Prese dalla stanzetta un sacco bianco, di cotone pesante e lo aprì con cura sul pavimento, mi fece salire sopra, legò le caviglie e con un rapido movimento lo tirò su fino all'altezza della mia testa, chiudendolo attorno al mio collo. 
"Perfetto! Sono contenta, ho preso le misure giuste, ti sta perfetto" 

In effetti il sacco mi avvolgeva completamente lasciandomi fuori solo la testa, senza essere ne tirato ne floscio, Sandra prese altre corde dalla stanzetta e comincio a legarmi nuovamente il corpo, molto strettamente partendo dai piedi e salendo verso l'alto, stringendomi in un bozzolo fatto dal sacco e dalle corde. 
"E' proprio necessario legarmi così?" mugulai ... sentivo le corde stringermi dappertutto e vedo sull davanti il mio pene che premeva contro la tela del sacco, reso ancora più evidente dalle corde che gli correvano attorno. 

"Ma cerrtooo mio caro! Non vorrai mica riuscire a slegarti vero? E poi questo è un nuovo gioco!" 
Dopo aver fatto l'ultimo nodo attorno al collo e alle spalle, Sandrà mi aiutò a entrare a piccoli saltelli controllati nella cella, mostrandomi la carrucola che era stata fissata al soffitto vicino alla piccola lampadina che iluminava malamente lo stanzino e da cui penzolava una lunga e spessa corda. 
"Vedi? Io penso sempre a te" mi legò con molta cura la corda attorno al busto facendo una specie di imbragatura, che disfò e rifece due volte. 

"Che cosa vuoi farmi?" 

"Non sei legato come un salame? " mi chiese con un sorriso malizioso "I salami stanno bene appesi, e cominciò a tirare la fune tirandomi verso l'alto e fermandosi quando la punta dei miei piedi toccava appena appena terra. Un sensazione incredibile, quasi venni. Legò con cura la fune a un anello nel muro. 
"Adesso fai il bravo, è l'ora del bavaglino, apri la bocca" disse mostrandomi un foulard già appallottolato. 

Obbedii e per qualche minuto le sue dita giocarono spingendo la massa del foulard lentamente ma inesorabilmente dentro la mia bocca fino a tapparla del tutto, un altro foulard mi venne fatto passare tra i denti e legato strettamente dietro la nuca, seguito da un altro ancora, gigantesco che mi coprì bocca mento e naso, anch'esso legato strettamente. 

"Perfetto, adesso stai qui buono buono, e fai il bravo salamino" mi accarezzò la bocca imbavagliata e la punta del mio pene che spuntava sotto al sacco facendomi mugulare. 
Mi spedì un bacio e chiuse la porta. Sentì i suoi passi alontanarsi lungo il corridoio. 

Sarà almeno un ora che sono qui, legato, imbavagliato e chiuso in questo sacco e ancora legato e appeso con la punta dei piedi che quasi spazza le piastrelle del pavimento. 
Comicia a fare caldino qui dentro. Ogni tanto mugolo nel bavaglio, non ci sono altri rumori attorno a me se non i miei mugolii e lo scricchiolio delle corde quando provo a muovermi, silenzio assoluto. Ci sono solo io, chiuso in questa stanzettina, sotto la luce la luce fioca di una piccola lampadina, la fune che mi tiene appeso avvolta attorno al mio busto, la vedo salire sopra la mia testa, entrare nella carrucola sul soffitto e scendere, annodata a un anello di ferro nel muro davanti a me. 

Deve averla studiata con cura questa cella, penso, per terra c'è un altro sacco come quello che ho addosso e attorno alle pareti appese a tanti ganci ci sono matasse di corde bianche di diverse lunghezze e spessori. Manca solo la luce di una candela, penso, e sono nella cella di una prigione medioevale. 

Finalmente sento di nuovo dei passi, si avvicinano, senza fretta, sento le chiavi entare nella porta, che si apre lentamente. 
"Eccolo qui il mio salame, come va?" La mia carceriera entra sorridendo, al sua mano scende immediatamente sul mio pene ancora in erezione "E' ora della terapia, ricordi?" e comincia a massaggiarlo lentamente, sorridendo, con gusto. In breve l'eccitazione, le corde e le sue carezze fano effetto, vengo, riempendo di crema calda il foulard con cui ha impacchettato il mio pene, mentre una macchia comincia a farsi largo sulla superficie del sacco davanti. 

"Molto bene, adesso rimani qui ancora un po'. Stanno per arrivare dei clienti e non voglio che ti scoprano, qui sei al sicuro". ignorando le mie lamentele imbavagliate mi saluta, esce dalla cella e chiude con calma la porta. 

- mmpphhh 
-mmpphh...mmm.. 
-..mmnnnn.. 

Inutile. Non mi rimane che abbandonarmi alle corde, mentre la crema calda comincia a colarmi lungo le gambe e il mio pene a eccitarsi nuovamente. E' una lunga domenica estiva. 

FINE

Commenti

  1. Ciao Miles, sai? Scrittore Silenzioso era uno dei miei autori preferiti sul tuo dreambook! E purtroppo non sono più riuscito a rintracciarlo o trovare altre sue storie!
    Grazie infinite quindi x aver scelto e pubblicato questa sua splendida storia, che mi ricordo fare parte di una serie, la serie dell'agriturismo appunto, e Sandra era l' adorabile proprietaria dell'agriturismo!
    La storia come forse hai immaginato, x me è un sogno. A parte la legatura multipla cui lui e sottoposto da Sandra (corde, sacco e corde.), il foulard ad avvolgere il suo membro disubbidiente :), e il bavaglione formato da più foulards e fazzolettoni uno sull'altro e otn anche! E lasciato appeso a penzolare in uno sgabuzzino di un metro quadrato!!!
    Solo a immaginarmi nella situazione descritta non ti nascondo che e eccitantissimo x me! Adoravo Sandra e le sue coccole! :)
    E' stata una graditissima sorpresa ritrovare questa storia e poterla rileggere, grazie Miles! Buona giornata!

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    1. Sì, questa storia era programmata per ottobre, ma poi ho pensato che avresti gradito e l'ho anticipata. Grazie a te.

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    2. coppola76: Davvero l'hai anticipata x me, Miles? Grazie grazie infinite.

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    3. Già. Invece quella di LucaBondage è stato un errore di programmazione. Ora la tolgo. La rivedremo più avanti.

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    4. No problem. :) Buonanotte!

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