Copertine e omaggi

Nel 1957, un artista di nome Robert Meyers dipinse ad olio questa bella immagine, per illustrare un racconto di Clarence Budigton intitolato “The Artless Heiress” sul numero 43 del Saturday Evening Post. 




Non so cosa darei per avere in casa questo dipinto. Forse dovrei dipingerne una copia. Ad ogni modo, si tratta di bella immagine, forte, espressiva, resa ottimamente sul piano tecnico. Mi piace la prospettiva dei corpi e la posa dinamica della figura a sinistra. Mi piacciono quelle corde ai polsi, sfilacciate, mi danno l'idea di una legatura stretta e fatta con l'urgenza di immobilizzare la donna.

Molti altri, infatti, devono averla pensata come me, nel corso degli anni, poiché m’è poi capitato di imbattermi in numerosi omaggi dell’opera. Osservate ad esempio questa bella copertina.



E' del 1959; con una abile operazione di rotazione e taglio, oltre che un totale cambio d’abiti, ecco la stessa illustrazione sulla copertina di un libro di spionaggio. Ho accostato le due immagini per agevolare il confronto. 




A dire il vero funziona molto bene anche così, con questo taglio verticale e stretto sul mezzobusto e l’espressione dei volti in primo piano. Non credo che l’autore delle due illustrazioni sia il medesimo, ma è solo una impressione personale, perché in realtà non conosco il nome dell'autore della seconda copertina. 

Procedendo in ordine cronologico, arriviamo al 1965. Stavolta la sventurata compagna della nostra eroina è stata cancellata; quindi altro cambio d’abito con un poco più di pelle in vista, in linea con le copertine dei divertenti fumetti sexy-erotici-criminali che andavano tanto di moda in quegli anni. 




Dobbiamo aspettare il 1980 prima di veder ricomparire la nostra eroina, che in questa nuova versione torna al colore corvino dei capelli. L’autore della copertina di questo divertente fumetto un poco sporcaccione mantiene parte del look sexy, ed accentua l’effetto dinamico scompigliando i capelli della donna.



Quanto ad abbigliamento, si arriva al 1984 per vedere gli indumenti scomparire del tutto. In questa copertina di grande impatto visivo la figura viene ruotata di novanta gradi, e l’estro pittorico dell’autore di questa ennesima e riuscita versione si esprime attraverso il delicato chiaroscuro della pelle ed un efficace gioco di luci. Personalmente, la adoro. 



Ecco un confronto.





Ed arriviamo finalmente ai “giorni nostri”, diciamo così. Su questa straordinaria copertina di Balboa, datata 1992, torna l’abito blu già visto sulla copertina di Fantax, e l’insieme viene reso con grande efficacia pittorica. Senza nulla togliere alle altre interpretazioni, questa è la mia preferita, a parte l'originale del '57, si intende. 



Quest’ultima è stata in effetti la prima copertina di cui entrai in possesso più o meno all’epoca della pubblicazione. Ero un adolescente svagato e sognatore, e prima di entrare a scuola mi fermavo all'edicola per sbirciare i fumetti. Inutile raccontare con quale attenzione fossi riuscito a seguire la lezione, quel giorno. L'immagine mi piaceva troppo, sembrava quasi di vedere la donna dibattersi... e poi il panneggio sul vestito attillato, i polsi legati con un straccio e le caviglie con quella che sembra la cinghia di un accappatoio... e guardate quell'ombra sfumata sul braccio destro. Fantasticavo: da quanto tempo era lì a dibattersi? Purtroppo la storia in questo numero rispondeva alle domande, essendo, l'illustrazione, completamente slegata dai contenuti.

Perché ne parlo? Perché adoro queste copertine, e vado fiero del fatto di aver ricostruito il percorso di questa immagine attraverso sessanta e più anni di rifacimenti e reinterpretazioni. Alcuni di voi storceranno il naso: "si tratta di copiature!". Non la penso così, non fino in fondo, almeno. Trovo che ciascun artista abbia dato un contributo più che personale a ciascuna versione del proprio omaggio all'originale, sapendo calare la stessa posa in contesti e situazioni differenti. L'aspetto creativo va cercato al di fuori della sagoma, che pure è mutata nel tempo, adeguandosi alle diverse circostanze. Personalmente preferisco definire il tutto come una interessante concatenazione di omaggi che ha contribuito a rendere immortale una bella illustrazione che altrimenti sarebbe finita nel dimenticatoio già nel ’57.

Ringrazio l’amico Kent di bcotd.com, dalla lontana Florida; io sapevo che, oltre a quelle in mio possesso, esisteva almeno un'altra copertina, ma l'avevo vista di sfuggita anni fa e non ne ricordavo alcun riferimento. Lui ha pazientemente  sfogliato le oltre 7.000 copertine della sua collezione, per potermi fornire la preziosa scansione di Fantax. Fate un salto sul suo sito, se vi piacciono le copertine di questo tipo. 

* * *

Ebbene, mesi dopo aver scritto e pubblicato questo pezzo (originariamente postato su un blog diverso) mentre girovagavo in internet a caccia di riferimenti, ho scovato su DeviantArt  un ennesimo omaggio. Eccolo qua, in tutto il suo provocante splendore.




Chi l'avrebbe detto? Sono certo che prima o poi ne troverò anche altri. Me lo auguro, almeno.





Commenti

  1. coppola76: Miles grazie x queste tue informazioni così preziose sul bondage. A dirti la verità il quadro originale una volta l'ho vidi, ma non ricordo più il nome della trasmissione televisiva. Ero ragazzino, x questo me ne ricordo, anche io sognavo come te a scuola il giorno dopo. :)
    Ma non conoscevo assolutamente il nome dell'autore e tutte le altre copertine che hai mostrato qui. Né forse mi sarei mai ricordato del quadro senza vedere questo tuo omaggio. Mi spiace non poterti dare altre informazioni, e grazie x il link del sito copertine/bondage. Ciao

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  2. Domenico Lupi (facebook)17 maggio 2018 22:42

    Complimenti per la ricerca .... molto interessante

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