Storie d'altri tempi [Fulvio]

In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti.

Le immagini usate per illustrare le storie sono prese da internet, ed in quanto tali giudicate di pubblico dominio. In caso di contrarietà da parte degli autori, saranno rimosse.



Una storia di: Fulvio

postata il 23 settembre 2013

La studentessa e il professore



Il professore in pensione amante del bondage di tanti racconti fa ( La Gelataia e il Professore – settembre 2012) si era offerto come bibliotecario volontario e tre volte a settimana di mattina prendeva il treno per Torino per andare a prestare servizio; non gli pesava alzarsi presto e gli piaceva viaggiare in treno, insieme a tanti giovani studenti. 
Tra di loro aveva notato lei, che chiamava il folletto, perché indossava solo stivaletti bassi, o flosci sulla caviglia, ricamati di perline, o rigidi di pelle. 
Dagli stivaletti uscivano sempre dei pantaloni aderenti, sapeva che i giovani li chiamano leggins, o skinny, ma nel caso di questa ragazza definirli aderenti era poco, in quanto sembravano una pennellata di tessuto passata sulle sue gambe. 
Bisogna dire che le gambe erano degne di questo trattamento: snelle e affusolate, ma piene al punto giusto, non come gli stuzzicadenti di certe modelle, e terminavano in un paio di glutei che sembravano scolpiti nel marmo. 
Cercava sempre di sedersi nelle vicinanze di questa ragazza, e spesso riusciva a scambiare due parole con lei: si chiamava Chiara, studiava psicologia e, purtroppo, sembrava proprio una brava ragazza; diceva purtroppo perché magari con certe ragazze più disinibite sarebbe stato possibile affrontare discorsi di bondage, ma lei non gli sembrava il tipo. 
Un giorno però vide che stava studiando le devianze comportamentali e non si lasciò sfuggire l’occasione, ovviamente difendendo le pratiche come il bondage che lui considerava normali e sulle quali la ragazza non aveva un’opinione diretta. 
Un giorno osò portare con sé in treno il libro “ 90 giorni di tentazione “ la storia di una donna in carriera che per ottenere un grosso contratto accetta di fare per 90 giorni la schiava del potenziale cliente, ovviamente finendo per divenirne la moglie, secondo l’ingenuo modello introdotto dalle famigerate 50 sfumature ... 
Il libro è una solenne cavolata ( l’ho letto veramente ) ma era l’ideale per introdurre certi argomenti con Chiara, che infatti accettò di venire una sera a casa del professore per discuterne. 
Arrivò con i soliti stivaletti e i pantaloni aderenti, ed iniziarono a parlare di comportamenti sessuali non ordinari, che il professore rifiutava di chiamare devianze, mentre Chiara gli faceva molte domande al riguardo. 
Lui, mentre conversavano, doveva fare molta attenzione a non guardarle troppo le gambe, Chiara però non era stupida e si accorse benissimo di quanto il professore la ammirasse, per cui gli disse 
“ vedo che le piacciono le mie gambe “ 
Lui arrossì, ma poi decise di provare ad approfittare della situazione 
“ in effetti sono molto belle, soprattutto perché non sono troppo magre “ 
“ dice davvero? Io le trovo un po’ grosse “ 
“ assolutamente no, le assicuro che è da un pezzo che non vedo gambe così belle e con gli opportuni addobbi sarebbero spettacolari “ 
“ cioè ? “ 
chiese Chiara maliziosamente. Deglutendo il professore rispose 
“ diciamo che amerei proseguire la conversazione dopo averle legate per bene ... “ 
si aspettava una reazione sdegnata, invece Chiara disse 
“ davvero mi vorrebbe legare le gambe? “ 
“ possibilmente anche il resto “ 
“ ma davvero le piacerebbe ? “ 
il tono era stupito, ma non spaventato. Rinfrancato il professore le spiegò 
“ vede ragazza mia, come lei ben sa le persone traggono gratificazioni da moltissime cose, importanti per alcuni, insignificanti per altri. Nel caso in questione io sono un amante del bondage, un comportamento a torto definito deviante, in quanto piace a moltissima gente e, praticato come lo pratico io, assolutamente privo di violenza. 
Ovviamente io non posso avere con lei dei rapporti sessuali, ma legarla sarebbe per me gratificante, mentre potrebbe essere molto rilassante per lei. “ 
“ posso capire che a lei faccia piacere dominare una persona, ma non come io possa essere rilassata mentre sono legata “ 
“ questo perché secondo lei una persona legata è in pericolo, mentre io la considero una persona che si affida a me, che crede in me al punto da affidarmi la sua libertà, ed io le devo assicurare dolcezza e protezione, tutto il contrario del dominio. “ 
Chiara rimase pensierosa, il professore tirò fuori una copia ingiallita di Bondage Life e le fece leggere la Harmony philosophy, la ragazza restava meditabonda e lui le disse 
“ fidati di me “ 
Le prese la mano e la fece alzare, portandola al centro della sala. Poi, presa una corda bianca le disse 
“ smetto quando vuoi, ma ti consiglio di lasciarmi almeno 20 minuti per provare “ 
“ mezz’ora “ 
rispose Chiara, chiudendo gli occhi. Il professore con le mani tremanti le tirò dolcemente i polsi dietro la schiena, legandoli senza far male, ma strettamente, poi le legò le braccia ed il seno, infine le mise una benda sugli occhi dicendo 
“ vedi, ora apparentemente sei prigioniera, non puoi far nulla ma sai non ti accadrà nulla di male, perciò rilassati, lascia andare i tuoi pensieri “ 
“ potrei sempre urlare “ 
disse Chiara 
“ rimediamo subito alla mancanza “ 
rispose il professore infilandole un fazzoletto annodato in bocca. La ragazza ebbe un moto di sorpresa, sentendo la stoffa entrarle in bocca, ma non si ribellò 
“ il bavaglio non è stretto, è solo per ricordarti di stare in silenzio e assaporare la tua situazione “ 
Detto questo si accinse alla cosa che desiderava di più: legare quelle splendide gambe che tanto ammirava; era incerto se partire dall’alto o dal basso, poi decise per una legatura classica, prima le caviglie, sopra gli stivaletti flosci, i polpacci poco sotto il ginocchio, poi le cosce, in ben due punti. 
Terminato di legarla mise una dolce musica di brani famosi eseguiti alla chitarra e per un poco rimase a guardarla; non osava neanche sfiorarla, limitandosi ad accarezzarle i capelli. 
Passarono alcuni minuti in una atmosfera sospesa, con il vecchio professore che, nonostante la sua esperienza, era emozionato come poche volte in vita sua nel vedere quella giovane ed innocente bellezza che si era affidata a lui. 
Ad un certo punto Chiara mugolò e lui le tolse prontamente il bavaglio 
“ vuoi che ti liberi ?“ 
Le chiese premurosamente 
“ no, ma vorrei un bicchiere d’acqua e dopo un bavaglio che non mi stia dentro la bocca” 
Lui le diede da bere con mani tremanti, rischiando di versarle l’acqua addosso, poi le mise una fresca striscia di stoffa sulle labbra, stringendo al punto giusto: lei volendo avrebbe potuto parlare, ma sentiva la salda presa della stoffa. 
Dopo altri minuti indimenticabili il professore correttamente disse 
“ la mia mezz’ora di paradiso è finita “ 
ed iniziò a toglierle il bavaglio, ma lei lo fermò dicendo 
“ toglimi solo la benda e fammi sedere, sto bene legata ed ho voglia di parlarne “ 
lui non credeva alle sue orecchie, non avrebbe mai pensato di sentire Chiara che gli chiedeva di rimanere legata, ma la vita gli aveva insegnato una sola cosa .. 
mai dire mai .... 

( forse questa storia continuerà ... ) 




Commenti

  1. Miles davvero molto bella questa storia, grazie x averla conservata e pubblicata sul nuovo blog! Non la ricordavo, ma come dici tu, ce n'erano troppe x ricordarle tutte!
    Non c'e' una storia in particolare che mi piacerebbe rileggere, ma come sai preferisco quelle in cui ci sono 2 ragazze che giocano al bondage! Una di questo tipo mi ricordo di averla letta, ma purtroppo ho dimenticato il nome dell'autore. Era breve, parlava di 2 coinquiline bondaggiose e di una festa a cui una di loro non andava xche' molto impegnata con corde e bavagli!:) :) :) ciao Miles buona giornata!

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    1. Era quella di gintoo mi sa

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