Katie - Making of dell'episodio 5

Nello scrivere le storie di Katie ho sempre cercato di procedere in linea retta, evitando di tornare indietro e di modificare gli eventi anche quando mi avrebbe fatto comodo. Infatti conosco per grandi linee lo svolgimento dell'intera trama, ma nel dettaglio tendo a procedere per improvvisazioni. Questo comporta, a volte, la voglia di tornare indietro e risistemare le cose per semplificarmi la vita, ma è una cosa che evito di fare il più possibile, limitandomi a ripartire dal punto in cui sono arrivato. La mia opinione è che risolvere un eventuale intoppo narrativo travisando fatti già narrati, sia un po' come barare. Del resto si presume che i lettori seguano le tue storie a mano a mano che le pubblichi, e anche nel migliore dei casi costoro non tornano indietro per vedere se è cambiato qualcosa. Con questo non voglio dire che non abbia mai rimesso mano alle storie, quello lo faccio di continuo, ma in genere si tratta di aggiustamenti linguistici, ripuliture, piccole messe a punto. I fatti narrati devono restare quelli.

Tuttavia un cambiamento a volte si è reso necessario. Vediamone l'esempio del capitolo 5, attualmente illustrato da questa immagine.




L'episodio precedente, il quarto, andava abbastanza bene: raccontava di un primo e molto goffo tentativo di fuga. La sventurata ragazza veniva beccata quasi subito e ricondotta al campo. Per punizione finiva legata da Virgil in una posizione scomodissima, tale da costringerla in piedi per tutta la notte, in modo che potesse meditare sul suo sbaglio. Quel capitolo era illustrato da un disegno che ancora oggi mi piace molto, ed è questo:




Volevo che nel capitolo successivo Katie ricevesse una visita notturna da parte di un misterioso amante e per due ottime ragioni. Primo di tutto era il momento di aggiungere un poco di peperoncino, e in secondo luogo volevo che Katie si sentisse meno sola. Questo misterioso visitatore sarebbe comparso dalle tenebre, avrebbe per così dire "consolato" la tutt'altro che inconsolabile fanciulla, poi sarebbe scomparso di nuovo nel nulla, lasciando Katie in balia di un certo sconquasso interiore e mucchio di interrogativi. Il fulcro centrale dell'episodio in questione consisteva nel fatto che l'inesperta ragazza non era mai stata toccata da un uomo, prima di allora, in aggiunta alla circostanza del tutto ipotetica che, pur in una situazione simile, la poveretta si sarebbe ritrovata a godere di quelle attenzioni per lei così sconce e saporitissime.

Ebbene, mentre mi rigiravo per la mente questa idea, mi chiedevo con quale disegno avrei illustrato questo evento. Ne avevo in mente uno in particolare, ma lo avrei dovuto impostare dal principio e in quei giorni mi sentivo piuttosto pigro. Così mi misi a guardare se tra le bozze accumulate potevo recuperare qualche cosa di utile. In effetti avevo un bozzetto che mi piaceva abbastanza, e che richiedeva solo poche ore per essere portato a termine. Mi dissi che con qualche aggiustamento alla storia, potevo usare quello e tanti saluti.




Dal momento che, in questa illustrazione, Katie appare legata in maniera del tutto diversa rispetto alla precedente, dovevo per forza di cose modificare la cronologia degli eventi. Cambiai un poco la storia della visita notturna raccontando che quella era la seconda notte di punizione, e che per costringerla a stare in piedi le avevano persino messo una corda al collo, quei fetenti. 
Pubblicai il disegno e la storia, ma più ci pensavo meno mi piaceva. Innanzitutto la faccenda della corda al collo: mi sembrava una cosa troppo cattiva per dei banditi che, fino a quel momento, non le avevano torto un capello. Con una corda al collo la poverina avrebbe potuto fare una brutta fine per una quantità di ragioni, un crampo, uno spavento, qualunque cosa. Poi non mi piaceva la forzatura della seconda notte di punizione: il tentativo di fuga era stato tutto sommato giustificabile, una sola notte "appesa senza cena" mi pareva più che sufficiente. Infine il bastone tra le caviglie, oltre ad essere disegnato male, secondo me, era il colmo dell'esagerazione: che diavolo di senso poteva mai avere? Andò a finire che, giorni dopo, rifeci il disegno da capo tornando alla idea iniziale e ripulendo la storia di tutto il superfluo. Il risultato fu quello che vedete oggi. Nel caso vi interessi, ho aggiunto una breve sequenza animata con i vari passaggi, dal bozzetto alla figura finita. 




Mi piaceva molto di più, decisamente. Intanto la posa era quasi identica a quella del capitolo precedente e in questo modo potevo tranquillamente dire che tra l'episodio 4 e l'episodio 5 erano trascorse solo poche ore, come avrebbe dovuto essere sin dal principio; in secondo luogo l'espressione stupefatta di Katie mi piaceva moltissimo, conteneva in sé qualche cosa di ironico, e stemperava un poco i toni della storia. Ci tengo a precisare che in questa occasione Katie non subisce alcun abuso, perlomeno nessuno veramente grave nell'economia della storia, e resta pura come un giglio, perché il suo misterioso consolatore si limita a... bè, si limita a quello che oggi chiameremmo petting, un vocabolo che uso davvero poco volentieri. Io non so perché costui sia limitato ad assaporare le intimità di Katie, per essere sincero non sono nemmeno sicuro di sapere chi sia stato. 

Magari un giorno o l'altro lo scopriremo.



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